8 settembre 2009 / 16:24 / 8 anni fa

Italia, spesa pubblica aiuta Pil 2° trimestre, incognita consumi

di Francesca Landini
MILANO (Reuters) - Una maggiore spesa pubblica 
per contrastare la crisi potrebbe aver aiutato l'economia 
italiana a risalire leggermente la china nel secondo trimestre, 
insieme a un miglioramento di congiuntura internazionale e 
commercio estero.
All'opposto, gli investimenti e le scorte dovrebbe aver 
agito ancora come zavorra, mentre consumi privati ed 
esportazioni nette dovrebbero essere in via di stabilizzazione.
E' questa la previsione degli economisti che, se fosse
confermata dal secondo dato Istat sul Pil del secondo trimestre 
in agenda venerdì 11, indicherebbe la fragilità della ripresa 
italiana, ancora incapace di autoalimentarsi.
La stima preliminare sul Pil aprile-giugno, privo di 
dettagli sulle componenti del Pil, aveva registrato 
un'attenuazione della crisi con contrazioni di 0,5% su base 
trimestrale e del 6% su base annua (-2,7%; -6% nel primo 
trimestre).
SPESA PUBBLICA E IMMATRICOLAZIONI AUTO AIUTANO
"La sorpresa positiva del secondo trimestre potrebbe venire 
dalla spesa pubblica, mentre consumi privati e investimenti 
dovrebbero scendere meno che nel primo trimestre, come pure le 
esportazioni" dice Carmela Pace di Mps Finance. Per la spesa 
pubblica "sono le misure di stimolo all'economia a spingere 
leggermente verso il segno positivo".
Sui consumi pubblici gli economisti si attendono una 
variazione trimestrale tra lo zero e lo 0,6%, a fronte di una 
variazione nulla nel primo trimestre, anch'essi grazie a un 
sostegno esogeno.
I consumi privati dovrebbero migliorare, ma è solo Unicredit 
Mib a scommettere su un andamento positivo, mentre i colleghi si 
mantengono tra lo zero e il -0,7% congiunturale. Nel primo 
trimestre avevano segnato -1,1%.
"Dopo due trimestri pessimi ci aspettiamo un recupero dei 
consumi privati, un numero leggermente positivo grazie ai 
sussidi auto", dice Valli. "Le immatricolazioni trainano i beni 
durevoli, ma si tratta di un rimbalzo di natura artificiale, che 
potrebbe venir meno l'anno prossimo".
INVESTIMENTI ANCORA IN ROSSO
Per gli investimenti le attese spaziano tra -3% e -1,7% dopo 
-5% del primo trimestre.
"Gli investimenti hanno continuato a contrarsi [nel secondo 
trimestre] perchè la domanda è molto bassa e l'utilizzo degli 
impianti rimane a minimi record" dice Paolo Pizzoli di Ing bank. 
"Temo che saranno deboli anche in futuro".
Per canale estero e scorte si avvicina il punto di svolta, 
ma c'è ancora molta incertezza su quello che emergerà dei dati 
di giovedì prossimo.
Import ed export dovrebbero segnare un forte rallentamento 
della caduta, ma gli economisti si dividono tra quelli che si 
attendono un contributo nullo e quelli che vedono un lieve 
apporto positivo (0,3) dalle esportazioni nette. Nel primo 
trimestre il canale estero aveva sottratto 0,6 al Pil.
Ancora più incerto l'esito sulle scorte, il cui contributo 
al Pil è stimato tra 0,1% e -0,4% dopo -0,4% nel primo 
trimestre.
"Non è un quadro roseo, l'Italia per ora fa peggio di 
Francia e Germania... per una ripresa che si autosostenga 
bisognerà attendere il 2010", sintetizza Paolo Mameli di Intesa 
Sanpaolo.

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