8 settembre 2009 / 10:41 / tra 8 anni

Berlusconi: no ad accuse indiscriminate contro banche

MILANO (Reuters) - Silvio Berlusconi frena l‘offensiva del ministro dell‘Economia contro i banchieri accusati di non concedere sufficiente credito per aiutare le imprese a superare la fase di crisi.

<p>Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. REUTERS/Remo Casilli (ITALY POLITICS)</p>

“Non possiamo gettare accuse indiscriminate ai direttori delle banche [...], per fortuna è una percentuale minima quella delle aziende che non hanno ricevuto risposte dal nostro sistema bancario”, ha detto Berlusconi intervenendo alla Fiera del Tessile di Milano.

Il presidente del Consiglio ha ricordato di essere figlio di un direttore di banca che gli ha insegnato come gli istituti di credito prestino i soldi dei risparmiatori ed abbiano quindi l‘obbligo di fare un “buon credito e non un cattivo credito”, che vuol dire chiedersi: “Chi li riceve sarà poi in grado di restituirli?”

Le parole del premier controbilanciano quelle di Giulio Tremonti che ancora domenica scorsa dal seminario Ambrosetti di Cernobbio ha criticato il mancato utilizzo da parte delle banche italiane degli strumenti di capitale messi a disposizione dal governo per favorire l‘erogazione del credito nel momento di rallentamento economico.

Il giorno prima dal G20 di Londra Tremonti aveva dichiarato che “non è possibile che le banche governino su governi e politica”.

Il Giornale della famiglia Berlusconi scriveva oggi in lungo articolo dedicato al rapporto tra la politica e i poteri forti che agli amministratori di Unicredit e Intesa Sanpaolo, Alessandro Profumo e Corrado Passera, “si rimprovera di essere sbilanciati a sinistra”, ma che “sparare sui grandi gruppi che stanno ottenendo notevoli utili rischia di diventare un boomerang”.

L‘economista Francesco Forte, autore dell‘articolo, dopo aver riferito di rumours secondo i quali l‘obiettivo finale di Tremonti sarebbe la sostituzione di alcuni super manager, avverte: “Le banche non devono fare politica e i politici debbono lasciare libere le banche di fare la loro attività con le regole di mercato”.

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