31 agosto 2009 / 15:01 / tra 8 anni

Mariella Burani, per analisti meglio partner industriale

MILANO (Reuters) - Perdite per 142 milioni di euro nei primi sei mesi dell‘anno, azzeramento del capitale sociale, titolo sospeso a tempo indeterminato per l‘incertezza sull‘evoluzione societaria che impedisce le normali contrattazioni.

<p>Mariella Burani, per analisti meglio partner industriale. REUTERS/Chris Helgren/Files</p>

E’ questo il quadro non certo roseo di Mariella Burani Fashion Group, che ha annunciato un cda straordinario per mettere a punto una strategia di ristrutturazione che passa obbligatoriamente attraverso un aumento di capitale sino a 100 milioni, di cui il socio di maggioranza, la famiglia Burani, sottoscriverà una parte e la ricerca di un partner finanziario e/o industriale.

Secondo un report di Exane, che oggi taglia il target price a 1,4 da 1,6 euro, non ci sono elementi positivi in orizzonte.

“La società deve ancora intraprendere tutti i passi verso un progetto di piena ristrutturazione”, ricorda Exane.

Intanto il mercato si chiede che profilo possa avere un eventuale partner.

“Il nuovo partner dovrebbe essere del settore, o una finanziaria come quella di Louis Vuitton o un partner industriale, perchè un intervento solo cash non basterebbe a tranquillizzare il mercato oltre a essere difficile da trovare visto che nessuno ha soldi in questo momento” spiega un analista del settore.

Gli analisti interpellati concordano sul fatto che per trovare un socio è necessario prima far chiarezza nei conti, infatti oggi Mazars, la società di revisione, ha annunciato di non poter esprimere un giudizio sulla relazione semestrale, nè di Mariella Burani nè dell‘altra azienda di famiglia, Antichi Pellettieri.

“Finchè la società non certificherà il bilancio è molto difficile un‘iniezione di fondi. Per cominciare a discutere occorre conoscere la reale situazione finanziaria dell‘azienda” commenta un secondo analista.

Da questo nodo passa anche l‘entità dell‘aumento di capitale: “cento milioni potrebbero anche non bastare, dipende da come andrà il secondo semestre, se ci saranno altre perdite che intaccheranno il capitale saranno necessarie più risorse” è il commento del primo analista per il quale comunque “l‘interesse sul mercato per Mariella Burani c’è sempre stato ma ora si parla di valori diversi rispetto a un anno fa con un debito salito a 480 milioni”.

Un altro punto che mette d‘accordo gli osservatori è la nuova struttura che sarà più snella, con un ruolo della famiglia molto ridimensionato, fuori dall‘operatività, e una concentrazione sul core business dell‘abbiglimento abbandonando l‘idea della holding finanziaria. A luglio il gruppo ha nominato amministratore delegato Gabriele Fontanesi al posto di Giovanni Burani.

“La nuova struttura, se si riuscirà ad trovare un socio, non avrà sicuramente più la struttura della holding che ha creato questa situazione di svalutazione di crediti intragruppo, ma sarà focalizzata sul core business dell‘abbigliamento, cioè Antichi Pellettieri, Mariella Burani e Lezard” è la previsione del primo analista interpellato sul futuro.

L‘azienda non commenta per il momento.

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