31 agosto 2009 / 12:45 / 8 anni fa

Usa, economisti Nabe: non serve seconda ondata stimolo fiscale

WASHINGTON (Reuters) - All‘economia Usa non serve un secondo pacchetto di stimolo, anzi il governo dovrebbe pensare a tagli di spesa nei prossimi due anni.

<p>Usa, economisti Nabe: non serve seconda ondata stimolo fiscale. REUTERS/Lee Jae-Won</p>

Questo il parere espresso dagli economisti di impresa del Nabe - National Association for Business Economics - nel loro sondaggio semestrale che aggiunge alla preoccupazione sul bilancio dello Stato i dubbi che la contestata riforma della Sanità proposta dall‘amministrazione Obama porti a un calo dei costi mentre aumenterà accessibilità del sistema mantenendone la qualitày.

“Quello in cui ci troviamo è un contesto di politica economica tra i più più controversi e mutevoli di una generazione” dice il presidente Nabe Chris Varvares. “Le sfide più complesse su cui c’è meno accordo sono quelle della Sanità e .... del bilancio dello stato”.

Per combattere il rischio di una nuova Grande Depressione, il governo Usa si è mosso nel 2009 con interventi da 787 miliardi di dollari, senza contare i salvataggi bancari che hanno puntato a evitare il collasso del sistema finanziario.

Il risultato è stato anche un deficit di bilancio Usa che nel 2009 è visto a 1.580 miliardi di dollari e una proiezione dell‘Amministrazione per lo stesso deficit a 9.000 miliardi nel periodo 2010-19 (per la sola riforma sanitaria il costo previsto è 1.000 miliardi).

La maggior parte degli economisti Nabe riconosce che il pacchetto di stimolo è servito a limitare il declino dell‘economia nel secondo trimestre (limitato a -1% contro -6,4% del primo trimestre). Ma solo il 35% dei partecipanti al sondaggio considera “tutto sommato giusta” la poslitica fiscale di Barack Obama e per metà delle risposte lo stimolo è stato eccessivo.

“Il 76% non crede che serva un secondo pacchetto di stimolo. Tre quarti apprezzerebbero una politica più restrittiva nei prossimi due anni ma solo il 28% (dei partecipanti) confida che questo accadrà” si legge nel sondaggio Nabe.

“In effetti” prosegue il survey “la maggior parte, circa il 42%, si aspetta uno stimolo ancora maggiore rispetto a quello attuale”.

Poco più del 50% degli economisti di impresa interpellati (266, sentiti tra 3 e 18 agosto) ritiene che lo stimolo fiscale varrà tra 0,5 e 1,5 punti percentuali di crescita del Pil Usa nel secondo semestre 2009, più di un terzo valuta invece che la spinta rappresenterà meno di mezzo punto.

Per il 58% del campione il contributo tra 0,5 e 1,5% di Pil varrà dal quarto trimestre 2009 all‘analogo quarter del 2010.

Tra gli altri giudizi espressi, positivo quello sulla politica monetaria “abbastanza corretta” per quasi 70% degli interpellati, mentre a proposito di tassi un 56% di risposte li attende invariati per i prossimi 6 mesi e un 44% prevede che la Fed li alzi rispetto al quasi zero attuale (mentre almeno 1.000 miliardi sono stati pompati nel sistema per altre vie).

Ma “metà degli economisti non ritiene che il ‘quantitative easing’ provocherà inflazione nei prossimi due anni, mentre un 41% del campione si aspetta che lo faccia” si legge sul rapporto.

Sul sito www.reuters.com altre notizie Reuters in italiano

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