31 agosto 2009 / 07:42 / tra 8 anni

Borsa Milano chiude in calo colpita da banche, peggio di Europa

<p>Un tabellone elettronico. REUTERS/Aly Song</p>

MILANO (Reuters) - Piazza Affari chiude in perdita, confermando il calo di metà giornata, più accentuato rispetto alle altre borse europee e a Wall Street.

Da un lato l‘intonazione dei listini milanesi riflette il cambiamento di clima a livello globale, sulla scia del crollo di Shanghai e con il greggio che cala sotto quota 70 dollari al barile, con una perdita che supera i tre dollari.

Dall‘altro, sulla piazza milanese in particolare ha pesato il cattivo andamento degli istituti di credito. “Se in passato i bancari sono stati l’àncora della borsa milanese, esaurita la benzina delle trimestrali ora sono proprio loro i titoli più penalizzati dai realizzi”, osserva un trader. “Questo ridimensionamento era maturo, in un certo senso fisiolgico”.

Non sono stati sufficienti i buoni dati Pmi del Midwest americano, in crescita oltre le attese, né la notizia che l‘attività economica a New York segna in agosto una netta ripresa dopo due mesi consecutivi in calo.

L‘indice FTSE Mib ha chiuso a -1,11%, il FTSE AllShare a -1,02% e il FTSE MidCap a -0,93%. I volumi valgono poco meno di due miliardi di euro.

Il benchmark europeo Dj Stoxx 600 arretra a sua volta dello 0,66%.

* Il tema dominante della giornata è stato l‘emorragia nei listini bancari. Il calo, più deciso rispetto al resto d‘Europa e in un settore che pesa molto sulla borsa italiana, trascina gli indici milanesi più in basso rispetto ad altre piazze continentali.

UBI ha annunciato sabato risultati giudicati inferiori alle attese e perde oltre il 4%. L‘utile è inferiore alle previsioni e il margine di interesse (in calo del 5% sul trimestre) “è la peggiore performance tra le banche italiane che copriamo”, dice un operatrice. La reazione all‘outlook, di per sé non particolarmente negativo, è accentuata dall‘alta valutazione del titolo rispetto alle altre popolari, spiega l‘operatrice.

Perdono oltre il 2% UNICREDIT e POP MILANO, con l‘istituto guidato da Alessandro Profumo che vede riaprire il procedimento istruttorio a proprio carico dell‘Antitrust, riguardante l‘applicazione delle commissioni di massimo scoperto. Scopo del procedimento è verificare il rispetto degli impegni presi in seguito a una precedente istruttoria del Garante.

Cedono invece tra l‘1% e il 2% INTESA SANPAOLO, MPS, MEDIBANCA e BANCO POPOLARE. A livello continentale, l‘indice di settore perde l‘1,2%.

* Dopo la corsa delle ultime sedute, culminata nel +12% di venerdì, le prese di beneficio spingono giù anche STM MICROELECTRONICS, che perde il 2,12% nonostante l‘associazione mondiale del settore comunichi una crescita cospicua (+5,3%) del mercato dei semiconduttori nel mese di luglio.

* Cede il 2% FINMECCANICA, che registra i commenti del segretario americano alla Difesa Robert Gates sulla necessità di riformare il processo di forniture militari e sul cattivo affare che sarebbe stato l‘elicottero presidenziale, la cui commessa è stata annullata dal presidente Barack Obama.

* Nonostante qualche oscillazione in territorio negativo nel pomeriggio, tengono i titoli difensivi come le utility. Chiudono in positivo A2A, SNAM RETE GAS e TERNA, con rialzi modesti tra lo 0,4% e lo 0,9%.

* ENI segna a sua volta un piccolo guadagno, a +0,36% a dispetto del greggio che crolla di oltre 3 dollari al barile. “Finché il petrolio resta in vista dei 70 dollari, il calo è considerato recuperabile”, dice un trader. “E poi c’è speculazione in vista dello stacco del dividendo il prossimo 21 settembre”.

* Eccezioni alla corsa alle vendite sono anche AUTOGRILL, che chiude a +1,49%, CAMPARI a +0,51%, PRYSMIAN a +0,39% e PARMALAT a +0,79%, sebbene i trader non indichino motivazioni specifiche agli acquisti.

* Fuori dal listino principale, contro corrente anche RISANAMENTO, capace di sfiorare l‘11% con i mercati che scommettono sul piano di salvataggio, discusso insieme alla semestrale nel Cda odierno.

* Brillante anche TERNI ENERGIA, che guadagna il 6,4% dopo aver annunciato che entro settembre saranno ultimati 9 nuovi impianti fotovoltaici da 10 Megawatt complessivi.

* Peggior titolo, in termini di performance, è ANTICHI PELLETTIERI, che lascia sul terreno il 18% dopo che la società di revisione non ha espresso un giudizio sui conti del semestre della società.

Pesa sulle quotazioni anche la situazine della collegata MARIELLA BURANI, sospesa dalle contrattazioni a tempo indeterminato. “Su Antichi Pellettieri si scarica anche quello che non si può scaricare su Mariella Burani”, osserva un‘operatrice.

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