18 agosto 2009 / 06:26 / 8 anni fa

Italia, Scajola: non solo gas russo, ottimi rapporti con Usa

<p>Il ministro dello Sviluppo Claudio Scajola. REUTERS/Sergei Karpukhin</p>

ROMA (Reuters) - L‘Italia diminuirà la sua dipendenza dal gas russo e ha rapporti ottimi con gli Stati Uniti anche in campo energetico. Lo ha detto il ministro dello sviluppo Claudio Scajola in una intervista a La Stampa.

“L‘insieme di queste infrastrutture, certe nella loro realizzazione, ridurranno la dipendenza italiana dal gas russo, che oggi ammonta al 30% dei nostri consumi”, ha detto il ministro illustrando i progetti avviati dal governo oltre a quelli con la Russia.

Ieri il quotidiano torinese in una corrispondenza dagli Usa aveva riportato fonti dell‘amministrazione americana che criticavano l‘Italia e l‘Eni per una politica energetica troppo dipendente dalla Russia e da Gazprom.

“Il governo punta ad acquisire più sicurezza nei rifornimenti che si ottiene diversificando il più possibile le aree di approvvigionamento: dunque non abbiamo preclusioni nei confronti di alcuno. Ma non ci sarà mai la dipendenza nei confronti di un solo Paese, tantomeno la Russia. I nostri progetti lo testimoniano”, ha detto Scajola nell‘intervista.

Il ministro parla anche di progetti in Algeria e Libia.

“Abbiamo già siglato un accordo con l‘Algeria che ci porterà ad importare più gas algerino che russo. Nel 2010 aumenteremo l‘import dalla Libia. Il nuovo rigassificatore di Rovigo - il primo dei quattro programmati - ci consente di importare dal Qatar gas pari al 10% dei consumi nazionali. Ma c’è soprattutto il nuovo gasdotto Itgi, che consentirà l‘importazione diretta dall‘Azerbaijan attraverso Turchia e Grecia. E’ un progetto al quale lavoriamo da quattro anni, ed è molto più avanti sia di South Stream che di Nabucco: non a caso la Commissione europea ci ha concesso un finanziamento da cento milioni di euro per il suo sviluppo. A ottobre avremo un incontro a Istanbul per concludere le trattative con i quattro Paesi interessati”.

E Scajola spiega che i rapporti con gli Usa sono “ottimi”.

“A fine settembre sarò personalmente a Washington per firmare un protocollo italo-americano per la ricerca e lo sviluppo nel settore nucleare”, che prevede, spiega il ministro che le aziende americane potranno “concorrere alla costruzione di una o più centrali fra le otto-dieci che il governo punta ad avere nei prossimi vent‘anni”.

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