13 agosto 2009 / 15:31 / 8 anni fa

Zona euro potrebbe uscire da recessione in 3° trim.

BRUXELLES (Reuters) - La zona euro dovrebbe uscire dalla recessione nel terzo trimestre, grazie alla combinazione di una maggiore domanda globale con gli stimoli dei governi che hanno migliorato le condizioni nel secondo trimestre oltre le attese.

Il Pil dell‘intera zona euro nel trimestre a giugno si è contratta solo dello 0,1%, con la Germania e la Francia che sono sorprendentemente tornate a crescere, secondo i dati resi noti oggi.

Tuttavia un elevato e crescente tasso di disoccupazione, la contrazione del credito per le imprese e un probabile freno agli investimenti delle imprese ostacolano ancora le economie dei paesi della zona euro.

Con una più rapida uscita dalla recessione sarà meno probabile che la Bce voglia tagliare ancora i tassi, mentre inizierà a ridurre la liquidità dal mercato con la possibilità che riporti al rialzo il tasso di riferimento di 50 pb entro il 2010.

La Commissione Europea e alcuni economisti avevano previsto il ritorno a tassi di crescita economica positivi all‘inizio del 2010. Ma ora alcuni economisti stanno rivedendo le loro stime al rialzo.

Unicredit, tra gli altri, ha rivisto le sue stime per il Pil 2009 della zona euro a -4,0% da -4,6% e quelle del 2010 a +0,8% da +0,1%.

A guidare la ripresa sono diversi fattori. Innanzitutto c’è la crescente domanda globale per i prodotti della zona euro, nonostante la forza dell‘euro. In luglio gli ordini all‘esportazione sono saliti ai massimi da giugno a 48,3.

Inoltre le scorte hanno raggiunto livelli minimi, e siccome la domanda sta crescendo, le industrie cercheranno di colmarle aumentando la produzione, il che aiuterà la ripresa nella seconda metà di quest‘anno.

Infine l‘economia sta raccogliendo i frutti dei possenti pacchetti di incentivi dei governi per stimolare i consumi, per esempio quelli sulla rottamazione delle vecchie auto, e la produzione.

MA ALCUNI FATTORI METTERANNO IL FRENO ALLA RIPRESA

Tuttavia gli effetti di tali incentivi dovrebbero esaurirsi verso la fine dell‘anno e il contributo al Pil dalla spesa per consumi dovrebbe così diminuire.

Da considerare che anche l‘aumento della disoccupazione, vista dalla Commissione Europea salire a un tasso dell‘11,5% nel 2010, potrebbe minare la fiducia dei consumatori e la propensione al consumo.

Infine, nonostante alcuni miglioramenti le condizioni del credito sono ancora relativamente restrittive.

Probabilmente la Bce in settembre alzerà le sue stime per Pil e Cpi per la zona euro e quindi sarà più difficile che voglia ridurre ancora i tassi.

Gli economisti si aspettano che la Bce il prossimo anno metta tra le priorità la riduzione della liquidità dal mercato, il che si tradurrà in un ritorno del tasso Eonia, ora allo 0,35%, verso il livello del tasso di rifinanziamento principale, ora all‘1%. Alcuni inoltre si aspettano che la Bce alzi quest‘ultimo di 50 punti base nel 2010.

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