12 agosto 2009 / 14:16 / tra 8 anni

Ubs, raggiunto primo accordo in disputa fiscale con Usa

MIAMI (Reuters) - Il governo statunitense e la banca svizzera Ubs hanno raggiunto un primo accordo per regolare un contenzioso che durava da tempo sull‘evasione fiscale.

<p>La sede newyorchese di Ubs. REUTERS/Brendan McDermid (UNITED STATES BUSINESS IMAGES OF THE DAY)</p>

L‘annuncio è stato dato da Stuart Gibson, avvocato della sezione ‘tasse’ del dipartimento di Giustizia del governo, dopo un fine settimana di negoziazioni incessanti tra le due parti. L‘accordo però “richiederà ancora un po’ di tempo per essere siglato nella sua versione finale”, ha spiegato Gibson al giudice Alan Gold nel corso di una breve conference call.

Le accuse degli Usa contro Ubs cadranno quando sarà sottoscritto l‘accordo definitivo, ha spiegato Gibson. Un‘intesa di massima è stata siglata tra Ubs e il governo Usa il 31 luglio scorso.

Il protocollo dovrebbe prevedere la rivelazione alle autorità Usa dei nomi di alcune migliaia di clienti statunitensi di Ubs sospettati di usare conti off-shore per nascondere i propri asset ed evadere le tasse.

Il contenzioso tributario tra Washington e Ubs ha suscitato tensione nei rapporti tra Usa e Svizzera, dal momento che ha messo in discussione le leggi elvetiche sul segreto bancari.

“Si tratta senza dubbio di una buona notizia per Ubs”, commenta Milan Patel, tributarista dello studio Withers LLP di Ginevra.

“In ogni caso, questo può voler dire che Ubs potrebbe avere di fronte una nuova battaglia legale in Svizzera se gli intestatari dei conti impugneranno la violazione delle norme svizzere sul segreto bancario da parte di Ubs, che ha rivelato i loro nomi”, prosegue Patel.“Ubs potrebbe quindi finire la battaglia legale negli Usa per iniziarne una in Svizzera”.

Ubs non è stata immediatamente disponibile per un commento.

Doug Shulman, funzionario dell‘Internal Revenue Service, l‘agenzia delle entrate americana, ha detto: “siamo soddisfatti di aver avviato un‘intesa con il governo svizzero che tuteli gli interessi degli Stati Uniti”.

Entrambi i governi ora dovranno siglare l‘accordo, ha spiegato il primo ministro svizzero.

In febbraio Ubs aveva accettato di pagare un‘ammenda per 780 milioni di dollari in una disputa analoga con il governo Usa. La banca ha così potuto mantenere segrete le identità di 250 clienti americani e aveva promesso di chiudere i conti off-shore.

Il caso ha grosse implicazioni non solo per la Svizzera, le cui banche private gestiscono una ricchezza estera pari a circa 2.000 miliardi di dollari, ma anche per l‘intero comparto delle banche offshore.

A Zurigo Ubs ha chiuso in rialzo del 3,09%.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano.

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