11 agosto 2009 / 15:21 / tra 8 anni

Btp, primi titoli a tornare a livelli spread pre-Lehman

di Irene Chiappisi

MILANO (Reuters) - Nell‘attuale processo di restringimento del differenziale fra Germania e periferici, emerge una specificità italiana, rispetto agli altri mercati ‘non-core’, nella reazione positiva alla rinnovata fiducia.

Stamane infatti lo spread fra i tassi dei decennali di riferimento italiano e tedesco ha toccato i 63 punti base, il minimo dal 4 settembre, cioè da prima del fallimento di Lehman Brothers, dichiarato il 15 settembre 2008.

“L‘Italia fa un po’ da benchmark per i paesi ‘non-core, quindi in una situazione di compressione degli spread, per via della liquidità presente sul mercato italiano, molti investitori preferiscono investire in Italia piuttosto che in Portogallo o Irlanda o altri paesi periferici” dice Alessandro Tentori, strategist di Bnp Paribas, sottolineando che “l‘Italia è un mercato privilegiato fra i periferici, perché più grande”.

Lo spread fra Germania ed altri mercati periferici si è invece ristretto, ma ritracciando livelli successivi rispetto al fallimento di Lehman.

Il differenziale Germania/Spagna, ad esempio, è sceso al minimo dallo stesso 15 settembre, quello Germania/Portogallo dal 16 ottobre. Anche la Francia ha ristretto in termini di spread, portandosi però ai minimi dal 22 ottobre.

BTP REATTIVI PER ALTA LIQUIDITÀ, PREMIA POLITICA EMISSIONI

La peculiarità dei Btp deriva, secondo gli strategist, non solo dall‘abbondante liquidità che caratterizza il mercato italiano fra i periferici, ma anche dall‘oculata politica di emissioni da parte del Tesoro.

“È chiaro che il mercato italiano è favorito dalla forte liquidità” commenta Giuseppe Maraffino, strategist di Unicredit Mib.

“Ma in una situazione di storno dei periferici, in linea di massima, reagisce molto peggio” dice ancora Tentori.

La forte liquidità presente sul mercato italiano ha insomma l‘effetto di amplificare i movimenti sia in caso di ampliamento, sia in caso di restringimento degli spread.

Nelle ultime fasi di storno dei periferici tuttavia l‘Italia non ha sottoperformato in maniera marcata gli altri paesi ‘non-core’ grazie ad una previdente politica di emissioni da parte del Tesoro.

“Essendo una curva completa e liquida quella dei Btp, il Tesoro italiano è riuscito ad evitare un forte impatto sulle scadenze benchmark, che invece hanno fortemente risentito dello storno in Grecia o in altri paesi periferici. Questo grazie all‘utilizzo di titoli ‘off-the-run’, cioè bond vecchi, non più in corso di emissione” aggiunge Tentori.

ATTESA INTRODUZIONE FUTURES BTP FAVORISCE LIQUIDITÀ

Un certo stimolo al mercato italiano deriverebbe inoltre, secondo gli strategist, dall‘imminente lancio del futures sul decennale Btp da parte di Eurex, atteso per metà settembre.

“Questo certamente porterà ulteriore liquidità al mercato e dovrebbe determinare un certo effetto di distorsione sia in un movimento di ampliamento che di restringimento dello spread” dice Tentori.

“Il futures è certamente un fattore aggiuntivo fra quelli che determinano la migliore performance italiana” dice Maraffino.

Il futures italiano dovrebbe venire utilizzato come riferimento per tutti i titoli periferici.

FRANCIA TORNA A COMPORTARSI COME ‘CORE’

La ritrovata fiducia dei mercati ha favorito contro il Bund un po’ tutti i paesi, quindi anche la Francia che negli ultimi tempi, sull‘onda del peggioramento dei conti pubblici, era stata particolarmente penalizzata rispetto alla Germania.

“Il rinvigorito appetito di rischio, specie dopo il ‘non-farm pay rolls’ risultati migliori delle attese, sta correggendo alcune situazioni sul mercato” dice Maraffino.

“Ad esempio la Francia, che ultimamente si era comportata come un paese periferico in termini di andamento del mercato del debito, sta recuperando anche per via delle difficoltà dei conti tedeschi” dice. “Credo che si assisterà ad un pieno riprezzamento della Francia” conclude Maraffino.

Secondo il dato pubblicato lo scorso venerdì 7 luglio dal dipertimento del lavoro Usa, in luglio è stato tagliato il minor numero di posti di lavoro da agosto 2008. Si sono infatti persi 247.000 impieghi, meno dell‘atteso taglio di 320.000. Il tasso di disoccupazione è quindi sceso a 9,4% dal precedente 9,5%.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano

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