10 agosto 2009 / 09:12 / tra 8 anni

Gabbie salariali, no di Confindustria e Lombardo

ROMA (Reuters) - No alle gabbie salariali. Lo dicono il direttore generale di Confindustria Giampaolo Galli e il governatore della Sicilia Raffaele Lombardo dopo l‘apertura di Silvio Berlusconi a salari differenziati tra Nord e Sud.

<p>Il governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, abbraccia il premier Silvio Berlusconi, Catania, 6 aprile 2008 REUTERS/Antonio Parrinello</p>

“Siamo contrari a una norma che imponesse un differenziale salariale tra diverse aree del Paese. Tali questioni devono essere affrontate dalle parti sociali nell‘ambito della contrattazione”, spiega Galli in un‘intervista su La Stampa.

Galli ricorda come Confindustria sia impegnata con il protocollo firmato con Cisl e Uil “che rilancia la contrattazione aziendale, che è lo strumento migliore per cogliere differenziali sia di costo della vita che di produttività”.

Ieri Berlusconi è sembrato appoggiare la proposta dell‘alleato Lega Nord di reintrodurre le gabbie salariali tra Nord e Sud per tenere conto del minor costo della vita delle regioni meridionali rispetto a quelle centro-settentrionali misurato dalla Banca d‘Italia nell‘ordine del 16-17% circa.

“Tutti condividono l‘esigenza di rapportare retribuzione e costo della vita al territorio. Legare i salari ai diversi livelli del costo della vita fra Sud e Nord risponde a criteri di razionalità economica e di giustizia”, ha detto Berlusconi a Il Mattino.

Critica la valutazione del leader del Mpa, che nelle ultime settimane ha rilanciato assieme a Gianfranco Miccichè il tema del Mezzogiorno e l‘idea di un partito per il Sud.

“Mi meraviglia questa adesione alle parole d‘ordine della Lega. Non me l‘aspettavo [...] Nel Meridione abbiamo livelli di occupazione abissalmente distanti rispetto al resto d‘Italia. Se veramente differenziamo gli stipendi l‘unico effetto potrebbe essere quello di far raddoppiare la disoccupazione”, ha detto Lombardo a Il Corriere della Sera.

La settimana scorsa il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ha voluto chiarire in una nota che il governo non vuole ripristinare le gabbie salariali ma promuovere il decentramento della contrattazione.

“È implicito, ma non per questo meno evidente, il fatto per cui la contrattazione locale tiene inevitabilmente conto dello specifico della vita nel contesto territoriale”, ha aggiunto Sacconi.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano

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