7 agosto 2009 / 08:08 / tra 8 anni

Italia, Pil meglio delle aspettative in secondo trimestre

MILANO (Reuters) - Secondo le stime preliminari di Istat, nel secondo trimestre del 2009 il Pil ha registrato un calo congiunturale dello 0,5% sul primo trimestre, quando era sceso del 2,7%, rivisto da -2,6%. Su base annua il prodotto registra una riduzione del 6%, come nel primo trimestre 2009 che aveva fatto segnare la performance peggiore dall‘inizio della serie nel 1980.

<p>Italia, Istat: Pil trim2 -0,5% su trim1, -6% su anno. REUTERS/Stefano Renna/Agnfoto</p>

Il dato ha sorpreso in positivo gli analisti, specie dopo la pubblicazione di ieri della produzione industriale di giugno che ha decisamente deluso il mercato.

Le cifre relative al Pil infatti risultano lievemente superiori alle previsioni degli analisti interpellati da Reuters. La mediana delle stime indicava un -0,7% sul trimestre precedente e -6,1% su anno.

“E’ un dato migliore delle attese, in particolare dopo il calo della produzione industriale comunicato ieri” dice Gilles Moec, analista a Deutsche Bank.

Un ruolo, nel risultato trimestrale, dovrebbe aver giocato anche la revisione al ribasso del dato precedente.

“Il dato è migliore della nostra previsione in termini trimestrali. Aspettiamo i dettagli per capire cosa ha determinato queste cifre migliori. In ogni caso un ruolo ha avuto probabilmente la lieve revisione al ribasso del dato del primo trimestre” osserva Antonio Cesarano, Mps Capital Services.

SORPRESA AL RIALZO, MA SI CONFERMA DEBOLEZZA

Nonostante il dato sia risultato migliore delle attese, il quadro di generale debolezza permane, specie alla luce del dato sulla produzione industriale di giugno.

“Va un po’ meglio delle aspettative, ma, insieme al dato sulla produzione industriale, conferma la sostanza del quadro economico: è stato ancora un trimestre debole” osserva Fedele de Novellis di Ref Irs.

Su base congiunturale l‘indice destagionalizzato relativo alla produzione industriale di giugno ha registrato una flessione dell‘1,2%. L‘indice corretto per i giorni lavorativi ha registrato sempre in giugno un calo del 21,9% su base annua da -19,9% di maggio (rivisto da -19,8%).

La mediana del consensus degli analisti interpellati da Reuters puntava su un rialzo dello 0,5% su mese e un calo su anno del 18,4%.

“Si inizia a vedere una stabilizzazione del ciclo, ma è prematuro parlare di inzio della ripresa, stiamo andando verso una fase cui non si dovrebbe cadere più. La lunga caduta del Pil segnala una crisi particolarmente profonda e grave” dice ancora de Novellis.

ATTESA DETTAGLI PER EVENTUALE REVISIONE STIME

Prima di rivedere al rialzo le stime sull‘anno, gli economisti aspettano di conoscere il dettaglio del dato di oggi. Tuttavia qualcuno mostra un certo ottimismo.

“Guardando i dati anticipatori: le indagini sulla fiducia, l‘indici elaborati sui giudizi dei direttori acquisti e gli ordinativi, l‘Italia risultava un po’ indietro rispetto agli altri paesi dell‘area euro, quindi se l‘Italia fa meglio delle aspettative è un buon segnale per tutti” dice Moec.

“Credo che il Pil del secondo trimestre della zona euro si contrarrà dello 0,4%. Come per l‘Italia, si muoverà da una situazione di estrema debolezza a una di ordinaria debolezza. Beneficerà probabilmente meno rispetto alla Germania di un miglioramento della domanda mondiale, e quella interna è stata debole per un po’ di tempo, ma sta andando comunque nella giusta direzione”.

I dati Eurostat sulla crescita della zona euro arriveranno il prossimo 13 agosto. Le previsioni scommettono su una contrazione del Pil di 0,6% dopo il secco -2,5% del primo trimestre.

Oltre che il breakdown per il dato italiano, gli economisti aspettano anche di vedere di più dalle indagini congiunturali.

“Attualmente le nostre stime sull‘anno restano per un Pil a -5,4%, quando vedremo i dettagli valuteremo se migliorare le nostre stime verso un -5,0%” dice Cesarano.

“Questo dipenderebbe anche dal miglioramento degli indici anticipatori come il Pmi, ma è da valutare quando si hanno in mano i dettagli dei dati, per avere un‘idea del trend”.

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