6 agosto 2009 / 08:10 / 8 anni fa

Italia, produzione giugno delude attese, ombre su Pil

MILANO (Reuters) - La produzione industriale italiana di giugno delude le attese gettando ombre sul dato del Pil del secondo trimestre in arrivo domani.

<p>Italia, Istat: produzione giugno -1,2% su mese, -21,9% su anno. REUTERS/Robin Pomeroy</p>

I dati Istat pubblicati questa mattina sull‘industria continuano a descrivere una situazione difficile, con una serie di passi in avanti e nuovi stop sul sentiero che porta alla crescita.

Nel mese di giugno l‘indice destagionalizzato della produzione industriale ha subito una flessione congiunturale dell‘1,2% su mese rispetto alla variazione nulla di maggio, disattendendo completamente la mediana del consensus a +0,5%.

L‘indice corretto per i giorni lavorativi ha registrato sempre a giugno un calo del 21,9% su base annua dal -19,9% di maggio (lievemente rivisto dal precedente -19,8%), rispetto a attese a -18,4%.

Nel secondo trimestre l‘indice destagionalizzato scende del 3,9% in termini congiunturali, rispetto al -9,7% del primo trimestre, mentre nei primi sei mesi dell‘anno il calo della produzione è stato del 21,5% su base annua (dati corretti per i giorni lavorativi).

“Il dato è molto più basso delle attese”, commenta a caldo Ken Wattret, economista di Bnp Paribas. “E’ sorprendente dal momento che le business survey suggerivano una ripresa significativa della produzione alla fine del secondo trimestre e nel terzo trimestre”.

RIFLESSI SUL PIL, LA CORSA A OSTACOLI VERSO LA CRESCITA

Il dato di oggi alza delle ombre sui numeri del Pil attesi domani mattina. Le attese degli economisti vedono in media per il secondo trimestre una contrazione congiunturale dello 0,7% per un tendenziale a -6,1%, ma, a questo punto, non si escludono rischi di una lettura più bassa rispetto alle previsioni.

“Il Pil del secondo trimestre in Italia sarà molto meno debole di quello del primo trimestre, ma potrebbe disattendere le attese, risultando probabilmente peggiore rispetto al consensus”, spiega Wattret.

All‘orizzonte continua però a intravedersi una ripresa, con piccoli segnali di stabilizzazione disseminati sul sentiero.

“Nonostante il dato sulla produzione industriale non sia in linea, la tendenza resta quella di una stabilizzazione nei prossimi mesi e di una graduale ripresa”, rassicura Laura Cavallaro di Aletti.

Certo l‘ottimismo si attenua un po’ rispetto alle ultime settimane, quando la pubblicazione di indicatori positivi aveva fatto sperare in un‘accelerazione della ripresa.

“Sul Pil resta comunque molta incertezza”, aveva detto a Reuters martedì scorso l‘economista di Bnp Paribas Luigi Speranza. “I segnali indicano che il peggio è passato, ma resta da capire se si tratta di un miglioramento sostenibile”.

PRODUZIONE: OMBRE NERE SU TUTTI I SETTORI

La contrazione industriale non ha risparmiato nessun settore, nonostante il processo in atto di decumulo delle scorte facesse sperare in un risultato decisamente più positivo. Sebbene la domanda si mantenga debole, infatti, la riduzione delle scorte in magazzino poteva incoraggiare le industrie e far ripartire la produzione a livelli più alti rispetto all‘ultimo periodo. Ma così non è stato.

I beni finali di consumo sono scesi dell‘1% su mese, i beni strumentali del 2,3%, i beni intermedi del 2% e l‘energia del 2,7%.

“La flessione più forte ha coinvolto principalmente i beni di abbigliamento e elettronici”, spiega Cavallaro. “Sono andati male anche i trasporti, nonostante le forti immatricolazioni di giugno”.

Ora la speranza si sposta nel terzo trimestre. Proprio dalla ricostituzione delle scorte, spiega Paolo Pizzoli di Ing Financial Markets, potrebbe arrivare un input nei mesi da luglio a settembre, nonostante la persistente debolezza della domanda.

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