31 luglio 2009 / 12:41 / tra 8 anni

Eni, Scaroni: saldo di 0,50 probabile con scenario attuale

MILANO (Reuters) - Eni non intende distribuire riserve sotto forma di dividendo perché sarebbe in contrasto con la strategia di crescita del gruppo. La decisione finale sulla cedola 2009 sarà comunque presa nei primi giorni di febbraio e, alla luce del dividendo interim di 0,50 euro annunciato oggi e dell‘andamento del semestre, un saldo di altri 0,50 euro è molto probabile.

Lo ha detto l‘AD, Paolo Scaroni, nel corso della conference call con gli analisti sui risultati del trimestre.

Subissato da numerose domande sul taglio della cedola (era di 0,65 nel primo semestre 2008) - in una giornata drammatica per il titolo che alle 14,10 perde il 6,3% proprio sulla delusione per il dividendo - l‘Ad ha più volte ribadito l‘approccio prudente sul bilancio che una società in un momento “di estrema volatilità (..) deve avere per poter crescere”.

“La nostra decisione sul dividendo ad interim è stata presa sulla base dei risultati del primo semestre e delle previsioni del secondo. Forse abbiamo sbagliato, si tratta di un interim e la decisione finale sarà presa a febbraio”, ha sottolineato più volte.

Quando il gruppo avrà davanti i risultati dell‘anno e forse anche i risultati di alcuni contenziosi legali, come quello con la Commissione Ue per i gasdotti Tag e Tenp. Ci sarà anche il piano strategico 2010-2013 e “a quel punto, avendo elementi che ora non ho, proporrò al Cda il dividendo finale che rifletterà un approccio prudente. A quel punto se dovessimo avere risultati simili a quelli del primo semestre, la possibilità di ripetere lo stesso dividendo è molto probabile”, ha detto l‘Ad, sottolineando che il livello di 0,50 euro non è un “floor”.

Su una cosa il manager ha però voluto sgombrare il campo: “Non fa parte della nostra strategia di oggi e di domani distribuire le riserve. Mantenere l‘obiettivo di crescita e allo, stesso tempo, distribuire le riserve sarebbe una contraddizione. Puntiamo a un rendimento del dividendo superiore, fra i primi tre del settore, avendo però in testa che è il terzo dei nostri obiettivi, prima vengono un forte credit rating e mantenere il finanziamento del capex”.

La prudenza sulla cedola riflette lo scenario difficile nel quale si trova a operare il gruppo, in contesto di profonda recessione mondiale che - Scaroni non l‘ha nascosto - “ci ha sorpreso per la sua forza che ha avuto impatti non solo nel settore del gas, ma anche in quello Exploration&Production dove lo scenario è stato peggiore di quanto pensavamo”.

Il manager ha aggiunto di “avere una prospettiva pessimista” per il settore Refining&Marketing. “Riteniamo che l‘investimento nel settore dovrebbe essere limitato. Quindi la vendita della raffineria di Livorno è sempre in agenda. Siamo fiduciosi che riceveremo delle offerte nei prossimi mesi”, ha aggiunto.

Quanto alla petrolchimica, infine, per Scaroni “il 2009 sarà migliore del 2008, ma la nostra strategia non cambia: vogliamo ridurre la nostra presenza e tagliare le produzioni che non sono efficienti”.

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