28 luglio 2009 / 11:48 / tra 8 anni

Derivati Milano,verso richiesta rinvio giudizio indagati

di Sara Rossi

MILANO (Reuters) - Il pm di Milano, Alfredo Robledo, ha depositato l‘avviso di chiusura indagini per quattro banche e 14 persone in relazione alla vicenda sui derivati in cui l‘ipotesi di reato è truffa aggravata ai danni del Comune di Milano.

Lo hanno riferito oggi la Guardia di Finanza di Milano e fonti giudiziarie, precisando che l‘avviso di conclusione delle indagini -- ossia l‘atto che solitamente precede la richiesta di rinvio a giudizio da parte della procura -- è stato inviato a JpMorgan, a Deutsche Bank, alla filiale londinese di Ubs e a quella di Dublino di Depfa Bank, oltre che a 14 persone.

Tra queste all‘epoca dei fatti, due ricoprivano il ruolo di funzionari del Comune di Milano, tre di funzionari di Ubs Ltd, due di funzionari di Deutsche Bank, cinque di funzionari di JpMorgan e due di funzionari Depfa Bank.

L‘indagine fa luce su uno swap trentennale del 2005 tra il Comune di Milano e le quattro banche su un bullet bond da 1,68 miliardi di euro in scadenza nel 2035.

Nella vicenda le quattro banche sono indagate come persone giuridiche per illeciti amministrativi previsti dalla legge 231 del 2001 che impone alle aziende la costituzione di modelli organizzativi per prevenire gli illeciti.

Deutsche Bank e Ubs non commentano la notizia mentre al momento non è stato possibile raggiungere Depfa Bank.

Jp Morgan invece -- tramite il responsabile del Marketing e della Comunicazione, David Wells, ha detto in una nota: “Siamo fiduciosi che la forza della nostra posizione legale verrà alla fine dimostrata tramite il processo giudiziario, e riteniamo che i funzionari di Jp Morgan coinvolti nella transazione abbiano agito con la massima professionalità e in modo del tutto appropriato in relazione alle transazioni condotte con il Comune di Milano”.

“PROPOSTA CONVENIENTE”

Come si legge nel provvedimento del pm -- ottenuto da Reuters e in cui viene ricostruito il meccanismo della presunta truffa -- gli indagati hanno detto “falsamente” che la struttura proposta al Comune “avrebbe consentito una riduzione del valore finanziario delle passività totali a carico dell‘Ente nella misura di 57 milioni 326.070 euro così prospettando tale proposta come conveniente” per il Comune.

In realtà invece, secondo l‘accusa, il prodotto offerto a Palazzo Marino “non rispettava il valore complessivamente nullo di uno swap all‘atto della sua stipula, secondo la prassi e la condotta di mercato”.

Secondo l‘accusa, i due funzionari del Comune coinvolti avrebbero poi “indotto in errore” il Consiglio e la Giunta comunale che, dando il via libera all‘emissione obbligazionaria nei termini previsti dalle banche, “procuravano l‘illecito profitto, definitivamente acquisito (...), e mantenuto occulto nei confronti dell‘Ente territoriale” per 52 milioni 689.907 euro (di cui 3 milioni 972.606 euro a Ubs Ltd, 10 milioni 379.893 a Deutsche Bank, 31 milioni 144.808 a JpMorgan e 7 milioni 192.601 a Depfa Bank) “con pari decremento patrimoniale del Comune di Milano, cui cagionavano danno di rilevante gravità”.

Secondo il pm ancora, nella stipulazione del contratt il Comune è stato “spogliato dolosamente” delle tutele previste per gli enti qualificati come “intermediate customer”, non ricevendo le protezioni espressamente indicate dal Conduct of Business Sourcebook e dal Fianancial Services Authority Handbook.

OLTRE UN ANNO DI INDAGINI

La vicenda ha preso il via lo scorso anno quando il gruppo consiliare del Pd a Palazzo Marino aveva depositato alla procura un esposto sulle operazioni in strumenti derivati effettuate dal Comune, in cui si chiedeva l‘applicazione del reato di truffa a carico dei quattro istituti.

Dopo che a fine aprile la Guardia di Finanza aveva sequestrato 476 milioni di euro delle quattro banche coinvolte, all‘inizio del mese la procura di Milano e tre dei quattro istituti hanno raggiunto un accordo che prevede la restituzione di contanti e azioni alle banche per un totale di circa 171,3 milioni di euro con un nuovo sequestro di 56,174 milioni.

Un precedente decreto spiegava che Deutsche Bank, Ubs e Depfa avrebbero messo a disposizione della Procura la somma di 56,174 milioni di euro. In cambio la Procura aveva disposto la restituzione a Deutsche di 32,8 milioni di azioni per un controvalore di 84,63 milioni di euro oltre alla somma di 7,54 milioni.

A Depfa Bank venivano restituiti 3,34 milioni di euro e a Ubs 75,83 milioni. La Procura si è separatamente accordata con JP Morgan di ridurre a 44,9 milioni di euro dagli iniziali 92,3 millioni di euro la cifra sequestrata alla banca Usa, secondo una fonte familiare con la vicenda.

Tra i 476 milioni di euro, sequestrati a fine aprile dal Nucleo di polizia tributaria delle Fiamme gialle di Milano, ci sono beni mobili e immobili, conti correnti e quote azionarie delle partecipazioni in Italia delle quattro banche.

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below