28 luglio 2009 / 11:27 / tra 8 anni

Clima: emissioni di 3 grandi aziende cinesi energia superano GB

PECHINO (Reuters) - Le emissioni di gas a effetto serra prodotti dalle tre più grandi aziende energetiche cinesi nel 2008 erano maggiori di quelle dell‘intero Regno Unito.

<p>Gli attivisti di Greenpeace protestano davanti ad una centrale a carbone a Pechino. REUTERS/David Gray (CHINA ENVIRONMENT POLITICS BUSINESS)</p>

Lo ha riferito oggi il gruppo ambientalista Greenpeace in un rapporto che chiede di istituire una tassa sul carbone.

Il carbone, che produce una forte quantità di emissioni, fornisce alla Cina oltre due terzi dell‘elettricità utilizzata, e anni di richiesta energetica da boom hanno avuto un impatto massiccio sulla “impronta ecologica” del gigante asiatico.

I primi 10 generatori di energia della Cina hanno bruciato circa 600 milioni di tonnellate di carbone solo lo scorso anno, circa un quinto dell‘intera produzione di emissioni del Paese, dice il rapporto.

L‘uso del carbone è motivato dal suo basso costo e dal fatto che la Cina dispone di vaste risorse in grado di rispondere alla domanda interna.

“Bruciando il 20% del carbone cinese nel 2008, le (10) aziende (energetiche) hanno emesso l‘equivalente di 1 miliardo e 440 milioni di tonnellate di anidride carbonica”, dice il rapporto.

Le tre principali aziende del Paese per capacità di generazione -- China Huaneng Group, China Datang Corp e China Guodian Corp -- sono responsabili di oltre la metà delle emissioni a effetto serra, pari a 769 milioni di tonnellate, scrive il rapporto.

Greenpeace ha calcolato le stime delle emissioni usando i dati sui carburanti combinati con i dati del governo cinese sull‘ammontare di CO2 prodotta quando il carbone viene bruciato nelle stazioni elettriche cinesi.

Per contro, la stima provvisoria sulle emissioni totali nel 2008 del Regno Unito - che ha capacità generativa di circa un decimo rispetto alla Cina - è di 623,8 milioni di tonnellate.

La necessità di alimentare la crescita economica e i timori di compromettere la sicurezza energetica indicano che la Cina non volterà le spalle al carbone, almeno nel breve periodo.

La Cina è il più grande emettitore mondiale per anno di gas a effetto serra, ma su base pro capite e considerando la storia è ben lontana dai paesi occidentali, che hanno popolazioni minori e per decenni hanno goduto di una crescita che economica ad alta intensità di emissioni.

Ma Greenpeace afferma di volere che Pechino riduca le emissioni di gas a effetto serra imponendo una tasse ambientale sui prezzi del carbone e ponendosi obiettivi più stringenti sull‘efficienza energetica e sull‘uso delle energie rinnovabili.

Il rapporto sottolinea anche i progressi fatti dalla Cina nella chiusura di piccole centrali elettriche meno efficienti.

La Cina dice di essere impegnata a fondo sulla riduzione delle emissioni, ma non vuole sentire parlare di misure che potrebbero compromettere la propria crescita economica, quando ancora milioni di cittadini vivono in povertà.

Pechino chiede dunque alle nazioni ricche di offrire maggiore sostegno tecnico e finanziario alle nazioni in via di sviluppo che vogliono una crescita più “verde”.

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