23 luglio 2009 / 10:01 / tra 8 anni

Italia, Ref rivede stima Pil 2009 a -5,2%, 2010 a +0,4%

MILANO (Reuters) - L‘istituto di ricerca Ref rivede le sue stime per l‘economia italiana, peggiorando i numeri del Pil 2009 a riflesso di una situazione peggiore del previsto nella prima parte dell‘anno e migliorando quelli del 2010 grazie ai primi timidi segnali di ripresa.

<p>La bandiera italiana. REUTERS/Miro Kuzmanovic (GERMANY)</p>

“Nella prima parte di quest‘anno abbiamo visto dati peggiori delle attese e ciò ha fatto peggiorare anche il dato del Pil dell‘intero 2009”, osserva Fedele De Novellis, economista di Ref, parlando a Reuters.

“Di contro ci si può attendere un effetto rimbalzo sull‘anno prossimo che ci dovrebbe consentire di rivedere un segno positivo. Tanto più che ci sono indicatori che sembrano essere più positivi”.

Secondo Ref a livello globale il punto di minimo “è stato ormai superato anche se la ripresa per ora procede a passo lento”.

Resta il nodo disoccupazione: “diversi indicatori anticipano possibilità di recupero del ciclo, mentre il mercato del lavoro sta per entrare nella fase più critica”, si legge in un rapporto Ref nel paragrafo dedicato all‘Italia.

Ref ha rivisto la stima sul Pil italiano del 2009 a -5,2% rispetto al -4% della stima di aprile. La nuova stima Ref è allineata all‘ultima previsione governativa contenuta nel Documento di programmazione economico finanziaria.

Migliora di quasi un punto percentuale la proiezione sul 2010: +0,4% da -0,5%, secondo una nota dell‘istituto di ricerca.

“In relazione poi ai dati che stanno emergendo di una diminuzione del gettito fiscale e di un peggioramento del fabbisogno, abbiamo stimato il peggioramento del rapporto deficit/Pil e debito/Pil” aggiunge De Novellis.

Ref ha rivisto la stima sul deficit/Pil 2009 a 5,5% da 4,3% e sul 2010 a 5,8% da 5%. Per il debito/Pil Ref stima sul 2009 un livello di 115,3% da 113% e sul 2010 119,3% da 117,8%.

Nella nota si legge peraltro che “il recupero del ciclo resta legato all‘attesa di una migliore intonazione della domanda internazionale” e che “il mercato del lavoro sta per entrare nella fase più critica”.

“Per il 2009 stimiamo un tasso di disoccupazione dell‘8,4% e per il 2010 del 9,1%” ha precisato a Reuters De Novellis.

“L‘aumento della disoccupazione peserà sulle aspettative delle famiglie in un contesto in cui l‘inflazione tornerà a crescere”, si legge nel rapporto.

In merito al quadro italiano, preoccupa soprattutto il “potenziale effetto di sgretolamento della base industriale che si potrebbe osservare in alcuni settori dove si sta determinando la formazione di uno stock di capitale inutilizzato a livello mondiale”.

La recessione potrebbe quindi avere effetti duraturi avvantaggiando i paesi asiatici a scapito di quelli meno competitivi in un contesto in cui la capacità di produzione mondiale deve ridimensionarsi.

“E’ la stessa tenuta del nostro apparato produttivo che viene messa in discussione dalla nuova configurazione che verrà assunta dal sistema di organizzazione produttiva e degli scambi internazionali al termine della recessione”, conclude Ref.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano.

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