18 luglio 2009 / 10:34 / tra 8 anni

Tangenti gas Nigeria: inchiesta su gruppo Eni, perquisizioni

MILANO (Reuters) - La procura di Milano sta conducendo una inchiesta con l‘ipotesi di reato di corruzione internazionale sull‘eventuale quota di pertinenza della ex Snamprogetti, ora in Saipem gruppo Eni, degli oltre 180 milioni di dollari di tangenti pagate dal consorzio internazionale Tskj (formato dalla statunitense Kbr, dalla giapponese Igc, dalla francese Technip e dall‘italiana Snamprogetti) ad esponenti politici e dirigenti nigeriani dal 1994 al 2004 per assicurarsi appalti sul gas da 6 miliardi di dollari.

<p>La sede della Halliburton a Houston. REUTERS/Richard Carson</p>

Lo riporta il Corriere della Sera oggi in edicola e lo confermano fonti investigative, aggiungendo che gli uomini della sezione di polizia giudiziaria della procura hanno effettuato ieri una perquisizione negli uffici del gruppo Eni a San Donato Milanese, andata avanti sino a notte, e che risultano indagati due manager dell‘allora Snamprogetti.

L‘indagine in corso a Milano è confermata anche dall‘Eni, che garantisce la sua massima collaborazione con l‘autorità giudiziaria. “Sui fatti relativi al consorzio Tskj - fa sapere un portavoce del gruppo Eni - che risalgono al periodo precedente al 2004, c’è un‘indagine in corso da parte della Procura della Repubblica di Milano, della Sec e del Dipartimento di Giustizia statunitense, che accerteranno i fatti e le eventuali responsabilità. Eni e Saipem-Snamprogetti sono da tempo in contatto a titolo volontario con gli organi inquirenti per fornire loro la massima collaborazione”.

Negli Stati Uniti, lo scorso 11 febbraio, la Kbr, all‘epoca controllata di Halliburton per l‘engineering, si è dichiarata colpevole per le tangenti sul gas in Nigeria, in particolare per garantire al consorzio internazionale Tskj di realizzare ed espandere il terminal di gas naturale liquefatto di Bonny Island, e ha concordato con il Dipartimento di Giustizia Usa di pagare, insieme alla Halliburton, una multa di 402 milioni di dollari (382 milioni dei quali a carico della Halliburton).

In un accordo separato con la Commissione Usa Securities and Exchange, Halliburton distrarrà 177 milioni di dollari di utili per far cadere delle imputazioni per la stessa accusa per violazioni del Foreign Corrupt Practices Act (Fcpa). La cifra globale delle sanzioni pagate -- 579 milioni di dollari -- è la somma più alta mai pagata da una società Usa, secondo quanto riferito dalla Sec.

Per quel che riguarda la parte italiana, il Corriere scrive che la Procura di Milano, a causa delle differenze nell‘ordinamento giudiziario, può indagare solo sull‘ultima fase dell‘affare decennale, cioè le tangenti pagate dal consorzio in relazione al contratto del 31 luglio 2004. E i due manager italiani sono indagati solo per il periodo dal 2002 al 2004.

Il quotidiano milanese scrive che la perquisizione di ieri si è resa necessaria per valutare se iscrivere sul registro degli indagati come persona giuridica la società del gruppo Eni, prima che scada il termine di 5 anni oltre il quale scatta la prescrizione per la responsabilità amministrativa delle società per reati commessi dai propri dipendenti nell‘interesse dell‘azienda.

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