17 luglio 2009 / 16:42 / 8 anni fa

Fiat, trimestre difficile ma in rimonta, bene Auto

MILANO (Reuters) - Fiat ha archiviato un 
secondo trimestre ancora difficile, ma caratterizzato da segnali 
di ripresa, sintetizzati da un trading profit visto positivo, 
che dovrebbero costituire la base per il recupero atteso nella 
seconda parte dell'anno.
Questa la previsione degli analisti che si rispecchia nelle 
stime di consensus raccolte da Reuters. I conti del secondo 
trimestre verranno diffusi il prossimo 22 luglio.
La caduta libera registrata dal settore automotive fra gli 
ultimi tre mesi del 2008 e il primo quarter di quest'anno si è 
arrestata, sottolineano gli analisti, grazie soprattutto agli 
incentivi statali. Ma il Lingotto sconta un confronto impari con 
un secondo trimestre 2008 ancora forte.
Difficile prevedere cosa accadrà nella seconda parte 
dell'anno. Prevale l'ottimismo ma non manca chi pone l'accento 
sulle difficoltà di Iveco e Chn, cui fa da controcanto 
il recupero dell'Auto. Analisti divisi sul debito: c'è chi vede 
un calo consistente e chi, al contrario, preconizza una tensione 
su questo fronte sino a fine anno.
AUTO IN RECUPERO, INCOGNITA INCENTIVI
Michael Tyndall di Nomura International si sofferma sul 
processo di "riduzione delle scorte" di Fiat Auto che si è 
verificato nel primo trimestre.
L'Auto è considerata all'unanimità il motore del 
miglioramento dei conti fra primo e secondo trimestre. In un 
report, Equita evidenzia "il contributo degli incentivi 
fiscali", ma aggiunge che il recupero del business non è tale da 
portare a un incremento della guidance per l'intero 2009.
Bank of America-Merrill Lynch ritiene che le vendite di auto 
in Europa quest'anno scenderanno del 4%, mentre Fiat prevede un 
calo dell'11%. "Chiaramente, i mercati stanno superando le 
attese di Fiat", si legge in un report.
BofA-Merrill è particolarmente positiva e si attende 
"miglioramenti delle stime di utile per azione" dopo i risultati 
del secondo trimestre. Il broker ricorda che l'AD Sergio 
Marchionne ha confermato la previsione di un Ebit 2009 a 1 
miliardo di euro e dice di "non vedere ragioni per dubitarne".
Cheuvreux ritiene che Fiat sarà l'unico produttore di auto 
per il mass market a chiudere il primo semestre con un utile 
operativo e pone l'accento sull'impatto degli incentivi, la 
tenuta dei volumi in Brasile, la debolezza dello zloty (la 
divisa polacca) contro l'euro e l'impatto del taglio dei costi 
attuato nel primo trimestre.
In un report dedicato al settore automotive in Europa, Ubs 
analizza l'impatto potenziale di una revisione o di una 
cancellazione degli incentivi statali, dicendo di attendersi che 
"la maggior parte dei Paesi manterrà gli incentivi nel 2010", 
aggiungendo che gli aiuti "eccessivamente generosi", come quelli 
tedeschi, potrebbero essere tagliati. E, in ogni caso, gli 
incentivi "perderanno parte della spinta propulsiva".
Ubs ritiene che Fiat nel secondo trimestre abbia prodotto 
working capital per 400 milioni di euro e scrive di "sperare in 
un'indicazione di qualche tipo di Chrysler in bilancio per 
stimare il valore potenziale della partecipazione".
Chrysler viene citata anche in un report di Cassa Lombarda. 
"Il deal potrebbe rappresentare un detonatore quando la ripresa 
si manifesterà più chiaramente". Il broker attribuisce oggi 
alcun valore a Chrysler nello stilare le previsioni su Fiat.
IVECO E CHN NOTE DOLENTI, OCCHIO AL DEBITO
La nota dolente è rappresentata da Iveco e Cnh. Per quanto 
riguarda la controllata Usa, l'analista di una banca italiana 
dice di attendersi "un calo significativo dei risultati".
Sul fronte Iveco, Tyndall di Nomura sostiene che il settore 
veicoli commerciali "peggiora nel secondo trimestre", dato che 
"non c'è nulla di paragonabile agli incentivi per l'auto".
Tyndall prevede "una stabilizzazione della domanda di 
veicoli commerciali nel secondo trimestre e potenzialmente un 
incremento degli ordini negli Usa nel medio termine".
In sintesi, spiega l'analista di una sim italiana, "migliora 
l'outlook per la divisione auto, ma peggiora lievemente quello 
di Iveco e Chn".
Da ultimo, il tema indebitamento, che continua a pesare sui 
piani del Lingotto. "La situazione della raccolta di capitali è 
motivo di preoccupazione", commenta Tyndall di Nomura, "in 
particolare se i benefici che abbiamo visto nel secondo 
trimestre per effetto degli incentivi non saranno sostenibili".
L'analista di una banca italiana spiega di attendersi per il 
secondo trimestre un indebitamento netto di circa 6,1 miliardi 
di dollari, livello superiore al target del gruppo (sotto 5 
miliardi). L'analista di una sim parla di debito a 5,85 
miliardi, in calo "grazie ad un mero effetto stagionale". Un 
terzo analista di una banca italiana vede "sorprese positive" 
sul fronte del debito, vedendolo scendere a 5,4 miliardi.

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