17 luglio 2009 / 06:23 / 8 anni fa

Rio Tinto difende i dipendenti arrestati in Cina per spionaggio

CANBERRA/PECHINO (Reuters) - La compagnia mineraria Rio Tinto oggi ha difeso con forza i suoi quattro dipendenti arrestati in Cina con le accuse di spionaggio industriale, bollando come infondate le accuse di furto dalle fabbriche cinesi.

<p>Immagine dell'ingresso degli uffici della Rio Tinto a Shanghai. REUTERS/Aly Song (CHINA BUSINESS POLITICS ENERGY)</p>

La società anglo-australiana si è detta “molto preoccupata” per i suoi dipendenti, in carcere a Shanghai dal 5 luglio.

L‘arresto dell‘australiano Stern Hu e di suoi tre colleghi di nazionalità cinese ha gettato un‘ombra sulle relazioni tra Australia e Cina, e Pechino ha intimato a Canberra di rispettare la sua indipendenza in tema di giustizia.

L‘arresto ha inoltre agitato il settore del commercio di minerali ferrosi, ma la Rio Tinto, che ne vende grandi quantità alle fabbriche cinesi ogni anno per miliardi dollari, ha detto che continuerà a rifornirle.

“Rio Tinto è convinta che le accuse riportate recentemente dai media che i dipendenti fossero coinvolti in un giro di corruzione di dirigenti delle industrie minerarie cinesi siano completamente infondate”, ha detto Sam Walsh, AD della divisione minerali ferrosi di Rio Tinto.

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