8 luglio 2009 / 12:59 / 8 anni fa

Antonveneta, Geronzi: Fazio mi parlò di "altra soluzione" ad Abn

<p>Cesare Geronzi. REUTERS/Tony Gentile</p>

MILANO (Reuters) - Al processo per la tentata scalata dell‘allora Popolare di Lodi all‘Antonveneta, Cesare Geronzi, presidente di Mediobanca, ha detto oggi che nell‘autunno 2004 l‘ex Governatore di Bankitalia Antonio Fazio, imputato con l‘accusa di aggiotaggio, gli parlò di “un‘altra soluzione rispetto a quella di Abn Amro” per la banca patavina.

La procura di Milano sostiene che la tentata scalata avvenne in dispregio delle normative che regolano la materia e si avvalse di un concerto occulto di imprenditori e società vincolate a un patto segreto con l‘allora Popolare di Lodi -- ora confluita in Banco Popolare -- e del sostegno, che ritiene esercitato in modo illegittimo, di Fazio.

La maggior parte degli accusati ha sempre respinto le accuse.

“Incontrai il Governatore (Antonio Fazio) nell‘autunno del 2004 per la questione Antonveneta e mi disse che c‘era un‘altra soluzione rispetto a quella di Abn Amro”, ha dichiarato oggi Geronzi durante la deposizione come testimone.

Geronzi ha precisato che in quell‘occasione Fazio “non disse altro”, rispondendo così al pm, Gaetano Ruta, che gli chiedeva se Fazio avesse illustrato la soluzione alternativa.

Il presidente del Mediobanca ha ricordato anche che ”era nota l‘intenzione di Banca Popolare di Lodi di fare un‘operazione che le permettesse di insediarsi in un territorio ricco come quello del Nord- Est’'.

“Ho cercato si stare in disparte. Mai mi sarei permesso di dire al Governatore di fare o non fare”, ha puntualizzato Geronzi -- all‘epoca presidente di Capitalia, di cui era azionista AbnAmro -- descrivendo il suo comportamento sulla contesa tra l‘allora Bpi e la banca olandese.

Nel processo nato dalla fallita scalata della Lodi, sono rimasti 17 imputati, oltre a Fazio, dopo che hanno patteggiato in 64 (58 persone fisiche e 6 società coinvolte) e sono stati confiscati dallo Stato circa 326 milioni di euro come profitti frutto di illecito.

Fra gli imputati, accusati a vario titolo di associazione a delinquere, aggiotaggio, insider trading, ostacolo all‘attività di vigilanza e appropriazione indebita, l‘ex AD della Lodi Gianpiero Fiorani, l‘ex numero uno di Unipol Giovanni Consorte, l‘immobiliarista Luigi Zunino, il senatore del Pdl Luigi Grillo.

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