6 luglio 2009 / 20:08 / tra 8 anni

Zona euro, segnali ripresa ma rischi potenziale crescita

BRUXELLES (Reuters) - Segnali positivi si vedono per la congiuntura economica dei sedici paesi Uem, la situazione resta però preoccupante in particolare nell‘ottica del già modesto potenziale di crescita dell‘unione monetaria, che potrebbe avere gravi ripercussioni anche socialmente.

Già emersa dai laconici commenti dei ministri all‘entrata, questa la valutazione finale dei partecipanti alla riunione informale dell‘Eurogruppo mensile.

“Il commissario [Ue agli Affari economici e monetario Joquin] Almunia ci ha illustrato costatazioni secondo cui l‘esito della crisi potrebbe portare a una perdita permanente del potenziale di crescita”, spiega il presidente Jean-Claude Juncker.

“Secondo la Commissione la crescita potenziale si potrebbe ridurre del 2% e passare a meno di 1% nel periodo 2009/2010” aggiunge, precisando che dell‘impatto sul potenziale di crescita va tenuto conto nel mettere a punto la cosiddetta ‘exit strategy’ per i mesi e gli anni a venire.

I tempi non sono comunque pronti, dicono presidente e commissario, per rimuovere i provvedimenti di politica fiscale espansiva messi a punto per far fronte alla crisi.

“Non è certamente questo il momento per ritirare le misure di stimolo [...] è invece giusto avviare il dibattito, discutendone in modo da agire in maniera coordinata al momento opportuno” dice Almunia, secondo cui l‘economia dei sedici paesi Uem mostra segnali incoraggianti ma resta al contempo fonte di “preoccupazione”.

TIMORI OCCUPAZIONE, DISACCORDO SU RAPPRESENTANZA UNICA FMI

Richiamandosi anche alla parole del presidente della Commissione Jose Manuel Barroso, il presidente dell‘Eurogruppo si sofferma sul rischio di una vera e propria crisi “sociale” in caso di gravi ripercussioni della crisi sul mercato del lavoro.

“Certamente ne abbiamo parlato in sede di Eurogruppo [...] sarebbe drammatico se il tasso di occupazione continuasse a calare perché rischieremmo una vera crisi sociale” dice ‘mr euro’.

Risalenti alla settimana scorsa, gli ultimi dati Eurostat relativi a maggio parlano di un tasso di disoccupazione nella zona euro pari a 9,5%, massimo degli ultimi dieci anni.

Altro tema sul tavolo della riunione di questa sera quello relativo alla rappresentanza dei sedici paesi Uem in seno al Fondo monetario internazionale, di cui è in atto una complessa riforma della ‘governance’ volta a snellirne la struttura e dare maggior peso ad alcuni paesi emergenti.

“Sia il presidente sia io come commissario abbiamo sottolineato che il miglior modo per avere una chiara e forte difesa dei nostri interessi a livello di Fmi sia quello di avere un unico seggio in rappresentanza della zona euro” spiega Almunia.

“Questa è anche la posizione di alcuni paesi dell‘Unione per quanto riguarda il presente, mentre per alcuni altri si tratta unicamente di un obiettivo di lungo termine” aggiunge.

Né il commissario né il presidente forniscono però un‘idea più precisa sugli schieramenti dei singoli paesi.

Un‘ultima battuta spetta infine a Juncker, circa la propria possibilità di mantenere la carica di numero uno dell‘Eurogruppo anche in assenza di quella di responsabile alle Finanze o all‘Economia.

“Il nuovo governo [del Lussemburgo] non è ancora stato formato: in campagna elettorale ho detto che dopo vent‘anni avrei lasciato l‘incarico delle Finanze e del Bilancio... vedremo se potrò ricoprire quello del Tesoro in modo da mantenere la guida dell‘Eurogruppo... anche nel caso dell‘Italia c’è un ministro del Tesoro...”.

Tra i più accreditati alla successione di Juncker figura il ministro dell‘Economia Giulio Tremonti, che non ha voluto rispondere ad alcuna domanda dei cronisti entrando ai lavori di questa sera.

In occasione del Consiglio europeo del 19 giugno scorso Silvio Berlusconi ha detto che in caso fosse caduta la candidatura di Mario Mauro alla guida del parlamento europeo - come appena avvenuto - l‘Italia potrebbe proporre Tremonti per la presidenza dell‘Eurogruppo.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano

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