3 luglio 2009 / 16:23 / tra 8 anni

Intesa, procedura Antitrust su nuovo accordo CA-Generali

MILANO (Reuters) - L‘Antitrust ha esteso il procedimento di inottemperanza avviato a maggio nei confronti di Intesa Sanpaolo al nuovo accordo tra Credit Agricole e Generali.

L‘Antitrust spiega in una nota che anche il nuovo accordo, immediatamente efficace con durata triennale, non ottempera alla condizione di garantire la necessaria indipendenza tra Credit Agricole e Intesa Sanpaolo e il ruolo di terzietà della banca francese.

Lo scorso 25 giugno Generali e Credit Agricole avevano annunciato un nuovo accordo, precisando che si prevedeva una procedura di consultazione preventiva “finalizzata a valorizzare al meglio le quote in Intesa”.

Tuttavia “alcune materie rispetto alle quali Intesa e - rispettivamente - Generali e Credit Agricole sono in concorrenza sono escluse dalla consultazione”, diceva la nota.

Inoltre non sono più previste né la presentazione di una lista comune di candidati per il Consiglio di sorveglianza (Cds) né alcuna consultazione preventiva in merito alla nomina di un componente del Consiglio di gestione (Cdg), spiegavano i due azionisti di Intesa.

L‘accordo, scrive l‘Antitrust, è finalizzato “ad assumere e disciplinare impegni di preventiva consultazione, con l‘obiettivo di preservare ed accrescere nel tempo il valore delle rispettive partecipazioni in Intesa Sanpaolo” e “a definire e attuare una posizione e/o una linea di condotta comune” in relazione a determinate materie strategiche.

Il perseguimento dell‘obiettivo dell‘accordo avverrà inoltre anche attraverso i “componenti del CdS e del CdG di Intesa Sp designati dall‘una o dall‘altra di esse”, i quali avranno facoltà di partecipare agli incontri fra Credit Agricole e Generali e di tenerne conto al fine dello svolgimento dei propri incarichi, sottolinea l‘Antitrust.

Generali e Agricole controllano insieme oltre il 10% circa di Intesa e, a seguito della fusione fra Intesa e Sanpaolo, siglarono un patto di consultazione che riuniva le loro quote. L‘Antitrust ne contestò la validità perchè una delle condizioni per il via libera alla fusione tra le due banche era che Agricole scendesse sotto il 2% di Intesa entro quest‘anno.

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