1 luglio 2009 / 08:24 / 8 anni fa

Fiat, spin-off auto sospeso dopo alt Opel

MILANO (Reuters) - Il progetto di spin-off dell‘auto del gruppo Fiat e di quotazione in borsa è sospeso visto l‘esito negativo dell‘offerta per Opel.

<p>Ad di Fiat Sergio Marchionne. REUTERS/Christinne Muschi</p>

Lo ha detto l‘Ad di Fiat, Sergio Marchionne, in una intervista a Bloomberg aggiungendo che il Lingotto, che ha portato a termine l‘operazione di alleanza con Chrysler, non ha bisogno di liquidità e che ha raggiunto gli obiettivi di utile operativo e di generazione di cassa per il secondo trimestre.

“Abbiamo bisogno di un piano industriale molto chiaro per farlo. Opel sarebbe stata una vera opportunità che ci avrebbe permesso di raggiungere 6 milioni di vetture, ma non ci siamo ancora”, ha detto Marchionne relativamente al piano di scorporo delle attività dell‘auto.

Sui risultati del secondo trimestre, che saranno diffusi il prossimo 22 luglio, l‘Ad ha detto che, come già annunciato, l‘obiettivo “era di migliorare nel secondo trimestre e cosi è stato. Siamo ok con l‘utile operativo e abbiamo buone speranze che genereremo il livello di cash flow che è richiesto”.

Se nei prossimi 12 mesi le condizioni di mercato miglioreranno, Fiat potrebbe generare anche più liquidità, ha aggiunto.

Un‘eventuale emissione di bond sarebbe motivata solamente dall‘obiettivo di allungare la maturità del debito non di raccogliere nuovo cash, ha precisato Marchionne.

Nei giorni scorsi su alcuni giornali si è fatta l‘ipotesi di una emissione obbligazionaria a breve, ipotesi che Marchionne aveva bollato come “indiscrezioni”.

Sul fronte di nuove alleanze il numero uno del Lingotto ha detto di non essere alla ricerca di un altro partner in Europa o Asia dopo che non è stata accettata l‘offerta per Opel di GM Europe.

Relativamente alla nuova avventura americana Marchionne assicura che Chrysler ha rallentato il ritmo con il quale brucia liquidità dopo l‘accordo di alleanza strategica siglata lo scorso 10 giugno e che ha portato Fiat ad avere il 20% della nuova Chrysler nata dal fallimento con la possibilità di aumentare gradualmente la quota fino al 35%.

“Stiamo ancora bruciando liquidità, ma ad un ritmo molto più lento. La domanda è quanto velocemente potremo arrestare l‘emorragia. Questa è la priorità numero 1”, ha sottolineato.

Sotto il profilo del business auto Marchionne dice che entro la fine del mese ha intenzione di prendere delle decisioni sulla gestione dei marchi Dodge e Alfa Romeo che definisce le ‘muscle car’ rispettivamente in Usa e Europa.

“Il livello di concorrenza tra questi due brand è fortissimo, perchè entrambi puntano allo stesso cliente. Dodge è la ‘muscle car’ americana, mentre Alfa Romeo lo è in Europa. Il modo in cui incastreremo i due marchi è molto importante”.

Una soluzione, spiega Marchionne, potrebbe essere quella di vendere i modelli Alfa Romeo sotto il marchio Dodge negli Stati Uniti e le auto Dodge come Alfa Romeo in Europa.

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