30 giugno 2009 / 09:17 / tra 8 anni

Italia, inflazione giugno minimo da '68, sotto attese

<p>Una cassa in un supermercato. REUTERS PICTURE</p>

MILANO/ROMA (Reuters) - L‘inflazione in Italia è scesa ancora a giugno, più di quanto si aspettassero gli analisti, segnando a livello tendenziale la variazione più bassa dal mese di settembre 1968.

Dopo il +0,2% di maggio su mese e il +0,6% su anno, giugno mostra un indice Nic dei prezzi al consumo, secondo le stime provvisorie di Istat, in rialzo dello 0,1% su base congiunturale e dello 0,5% su base tendenziale, mentre gli analisti - secondo un sondaggio Reuters - si aspettavano rispettivamente una variazione di +0,2% e +0,7% (mediana).

“Si tratta di una sorpresa al ribasso non indifferente”, dice Marco Valli di Unicredit.

L‘indice armonizzato Ipca ha segnato una variazione di +0,2% su mese e +0,6% su anno (dal +0,2%, +0,8% del mese precedente).

INIZIA A PESARE LA DEBOLEZZA DELLA DOMANDA

Guardando alle singole componenti emergono ribassi prevedibili, legati alla riduzione delle tariffe, ma anche prezzi cedenti per la debolezza della domanda.

“Le sorprese principali vengono dall‘inflazione ‘core’ che è rallentata più del previsto”, osserva Marco Valli. Alcune componenti come la sanità (-0,5% su mese), sottolinea, “non identificano un rallentamento dei prezzi”, mentre altre categorie, come hotel e ristoranti (-0,1% su mese) “sono risultate molto più deboli delle attese e su queste l‘effetto della domanda è preponderante”.

Anche Paolo Mameli di Intesa Sanpaolo nota che “se nelle comunicazioni (-1,2% su mese) e farmaceutici ha avuto effetto il calo delle tariffe, su alimentari (-0,1%), alberghi e ristorazione comincia ad incidere il fattore della debolezza della domanda”.

Atteso l‘incremento dei trasporti (+0,9%), che, spiega Mameli, “ha contribuito al rialzo per effetto dei carburanti”.

ITALIA, DIFFERENZIALE CON EUROPA ANCORA POSITIVO

Secondo la stima ‘flash’ a cura di Eurostat, i prezzi al consumo nei sedici paesi della zona euro hanno visto un indice in flessione dello 0,1%, facendo di giugno il primo mese di inflazione negativa dalla nascita dell‘euro nel 1999.

Dopo lo zero di maggio, gli analisti si aspettavano una contrazione dello 0,2%.

“Il confronto con la zona euro (...) conferma che l‘Italia ha un‘inflazione strutturalmente più alta”, dice Francesca Panelli di Aletti secondo la quale neanche nei mesi di luglio e agosto ci sarà in Italia un passaggio in territorio negativo. Questo potrebbe avere un “impatto psicologico positivo”, ma dal punto di vista economico - ci tiene a sottolineare - non c’è una molta differenza: “non credo che l‘Europa stia affrontando un periodo di vera deflazione; penso sia un fenomeno temporaneo che sarà seguito da una accelerazione rapida dall‘autunno”.

La differenza con il resto del Vecchio Continente è evidenziata anche da Paolo Mameli, secondo cui “un differenziale positivo tra inflazione italiana ed europea potrebbe permanere anche nei prossimi mesi”.

PICCO CALO IN PROSSIMI MESI, POI RISALITA

Resta il fatto che il picco minimo dell‘inflazione non è stato ancora toccato né in Europa né in Italia.

Il tasso di inflazione acquisito per il 2009, ha reso noto l‘Istat, è pari a +0,7%.

“Con questa sorpresa ribassista è probabile che nel mese di luglio si abbia una discesa dei prezzi più pronunciata. Finora il punto minimo di luglio veniva stimato intorno allo 0,2%, mentre dopo questo dato sarà probabilmente intorno allo zero”, stima Valli a proposito dell‘Italia.

Secondo Mameli per i prossimi mesi c’è spazio per un ulteriore calo su base annua e “si dovrebbe trovare un punto minimo probabilmente ad agosto, col Nic intorno a 0,1-0,2%, anche per l‘effetto statistico favorevole”. Dovrebbe poi cominciare una lieve risalita dell‘inflazione “dovuta a una inversione di tendenza dell‘energia e all‘effetto statistico meno favorevole”.

“Vediamo una inflazione sotto il 2% per tutto il 2010”, conclude l‘analista di Intesa.

Anche per l‘Isae l‘inflazione dovrebbe rallentare ulteriormente “e portarsi tra luglio e agosto su un valore vicino allo zero”.

“Tuttavia, dopo l‘estate la dinamica inflazionistica dovrebbe segnare una inversione di tendenza”, aggiunge l‘istituto in una nota.

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