29 giugno 2009 / 11:39 / 8 anni fa

Italcementi forte in borsa dopo stop fusione Ciments

MILANO (Reuters) - Italcementi prosegue la sua corsa a Piazza Affari dopo l‘annuncio dello stop alla fusione con la controllata Ciments Francais che, al contrario, affonda a Parigi.

Secondo gli operatori, l‘andamento dei due titoli è in primo luogo spiegabile con movimenti tecnici di chiusura di precedenti posizioni. In particolare, l‘abbandono del progetto avrebbe fatto scattare delle ricoperture su Italcementi, mentre sulla controllata francese, dove molti investitori avevano delle posizioni lunghe, pesa il mancato dividendo straordinario che era legato all‘operazione.

Intorno alle 13,00 Italcementi sale del 4% a 8,2 euro in frenata rispetto ai maggiori guadagni della mattinata quando il titolo è arrivato a balzare di oltre il 7%, con volumi di scambi in linea a quelli medi. La controllata Ciments Francais cede il 6,7% a 60 euro dopo un iniziale crollo del 20% circa.

L‘indice Stoxx europeo del comparto e delle costruzioni e materiali per il settore sale del 2%.

“I titoli Italcementi sono stati utilizzati come uno short contro Ciments Francais”, dice un analista che vede l‘abbandonono del progetto di fusione come una notizia positiva nel breve periodo in quanto elimina gli arbitraggi del mercato e permette al gruppo bergamasco di tornare a concentrarsi sulle attività operative e strategiche.

Nel medio e lungo termine tuttavia si è persa, almeno per il momento, l‘occasione di semplificare la struttura di capitale e di realizzare sinergie e una struttura organizzativa più efficiente, prosegue.

Sabato le due società hanno comunicato l‘abbandono del piano, annunciato lo scorso febbraio, dal momento che le condizioni stabilite dai rispettivi Cda per acconsentire alla fusione non si sono realizzate.

Le richieste di alcuni investitori istituzionali americani che hanno sottoscritto titoli di debito della società francese nel 2002 e nel 2006 per un valore complessivo di 500 milioni di dollari sono infatti state ritenute “eccessive e inaccettabili” e “non conformi alle finalità della fusione”.

In particolare secondo il Sole 24 Ore i bondholders avrebbero richiesto di portare il rendimento del 4% previsto dai due contratti in prossimità del 9%.

Non tramonta invece l‘obiettivo di realizzare una struttura più efficace, ha commentato, sempre sabato, l‘AD Carlo Pesenti in una nota, anche attraverso “differenti progetti e piani alternativi”.

“Se Italcementi avesso accettato la richiesta dei bondholders, i suoi azionisti e gli altri obbligazionisti sarebbero stati fortemente penalizzati” si legge in una nota di Unicredit Mib.

“Inoltre, visto che la fusione non avrebbe avuto significati vantaggi in termini di sinergie e risparmi, l‘effetto accrescitivo dell‘Eps atteso dal merger (5+6%) sarebbe stato più che controbilanciato dal maggiore costo del debito”, aggiunge.

Secondo Exane Bnp Paribas non c’è alcun impatto sull‘Ebitda in quanto l‘operazione non avrebbe generato sinergie operative, “tuttavia la fusione era l‘unico modo per la holding di avere pieno accesso al cash flow della controllata”.

Il piano, da realizzarsi senza esborsi per cassa, prevedeva un rapporto di cambio di 8,25 nuove azioni ordinarie Italcementi per ogni azione ordinaria Ciments Francais.

Considerando anche il dividendo straordinaro di 4 euro per gli azionisti di Ciments Francais, il titolo francese avrebbe avuto una valutazione, sulla base della chiusura di venerdì, di 69,01 euro, ricorda un analista.

Secondo Sergio Escudè, responsabile ‘equity research di Cassa Lombarda, oltre all‘annuncio dell‘abbandono della fusione, il titolo Italcementi beneficia anche dell‘approvazione venerdì da parte del Cipe dei finanzimenti già annunciati per i progetti di infrastrutture, come dimostra il tono positivi dei titoli del settore come Buzzi Unicem (+2%) e Impregilo (+1,65%).

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