24 giugno 2009 / 09:03 / 8 anni fa

Ocse: Italia, contrazione economia prosegue ma rischi bilanciati

<p>Una operaia della Fiat a Pomigliano d'Arco . REUTERS/Stefano Renna/Agnfoto (ITALY POLITICS BUSINESS TRANSPORT)</p>

MILANO (Reuters) - Il prodotto interno lordo nazionale accuserà quest‘anno una contrazione pari a 5,5%, due decimi più grave di quanto ipotizzato in base ai dati raccolti ai primi di maggio, per poi riprendere nel 2010 la strada della crescita ma al ritmo di un modesto 0,4%.

Questa la valutazione dell‘Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico contenuta nel rapporto semestrale ‘Economic outlook’, che dipinge un quadro poco confortante anche in materia di conti pubblici e mercato del lavoro.

Rispetto al 2,7% dello scorso anno il rapporto tra indebitamento della pubblica amministrazione e Pil dovrebbe crescere a 5,3% quest‘anno e 5,8% il prossimo, assestandosi rispettivamente a 2,2% e 2,3% - ancora entro il livello chiave di 3% previsto dalla Ue ma per il deficit nominale - in termini aggiustati al ciclo.

Per quanto riguarda il mercato del lavoro l‘aspettativa è di un marcato aumento di disoccupati, come del resto ha scritto ancheil rapporto monografico sull‘Italia pubblicato soltanto la settimana scorsa. Dopo il 6,8% del 2008 la percentuale di senza lavoro dovrebbe crescere a 8,4% quest‘anno e 10,2% il prossimo.

“La recessione dovrebbe proseguire fino alla fine del 2009, seguita da una lenta ripresa nel 2010. Gli investimenti sono stati duramente colpiti dalla caduta delle esportazioni e dal deterioramento delle condizioni finanziarie” scrive l‘organizzazione parigina.

“Dopo essere scesi su livelli assai contenuti dovrebbero essere gli investimenti a guidare la ripresa. La disoccupazione aumenterà significativamente mentre l‘inflazione dovrebbe lentamente rallentare” continua.

Pur prevedendo un sensibile deterioramento nella posizione di bilancio, nel breve capitolo dedicato all‘Italia l‘Ocse utilizza parole di encomio nei confronti della prudente gestione dei conti pubblici.

Positivo è infatti che “di fronte alla debolezza della posizione di bilancio” le autorità si siano saggiamente astenute da una politica di stimoli fiscali discrezionali, limitandosi a far convergere la prevista spesa pubblica verso misure a favore della domanda.

Secondo anticipazioni riferite lunedì scorso da una fonte governativa, andrà intanto all‘esame del consiglio dei ministri di domani il decreto legge con il nuovo pacchetto fiscale di sostegno alle imprese, compreso il premio per chi non licenzia.

Tornando al rapporto semestrale Ocse incoraggiante è comunque la conclusione del breve capitolo dedicato all‘Italia che guarda alle prospettive cicliche.

“Mentre per lo scenario a breve termine permangono rischi di deterioramento superiore alle attese, i rischi al ribasso sembrano sostanzialmente compensati da rischi al rialzo” dice l‘Ocse.

”Alcuni indici anticipatori mostrano in particolare un recupero, mentre scorte e investimenti si sono ridotti al punto tale che la ripresa potrebbe avvenire prima o con maggiore intensità di quanto attualmente previsto, specialmente se le condizioni finanziarie continuano a migliorare.

Nel breve capoverso dedicato al sistema bancario, l‘Ocse parla a questo proposito di una crescita costante anche se a ritmo rallentato dei finanziamenti degli istituti di credito italiani.

Esposizione domestica contenuta e ratio tra capitale e attività apparentemente senza problemi vanno annoverati tra i punti di forza del sistema bancario nazionale, mentre si ricorda che alcuni istituti hanno annunciato il ricorso allo strumento pubblico dei bond ‘ibridi’ che fissa condizioni di governance e politica di finanziamento.

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