17 giugno 2009 / 09:36 / tra 8 anni

Borsa Milano pesante con banche e materie prime, ok Finmeccanica

MILANO (Reuters) - Piazza Affari archivia in rosso una seduta che ha rafforzato la sensazione tra gli analisti che la fase ascendente si sia esaurita e che sia in corso una correzione profonda.

<p>Borsa Milano cede quasi 2%, bene Finmeccanica, tiene Fiat. REUTERS/Johannes Eisele</p>

Gli analisti tecnici sottolineano come, nel giro di poche sedute, l‘indice Ftse/Mib abbia rotto il supporto psicologico a quota 20.000 punti e abbia testato quello successivo a 19.000 punti, sebbene oggi abbia chiuso sopra questa soglia.

Gli operatori evidenziano l‘influenza dell‘approssimarsi delle scadenze tecniche, le cosiddette “tre streghe”, in calendario venerdì prossimo.

In lettera i comparti ciclici, in particolare quelli legati alle materie prime e i finanziari.

In chiusura, l‘indice Ftse/Mib ha perso il 2,89%, a 19.023,05 punti. Il Ftse/All Share è sceso del 2,82% e il Ftse/Mid Cap del 3,36%. Volumi in crescita, per un controvalore di circa 2,7 miliardi di euro.

* Giornata di sofferenze per le società legate all‘energia, vittime, secondo gli operatori, di una rotazione settoriale e di un ritorno della sfiducia nei confronti della ripresa economica, che si traduce in ribassi delle materie prime. Fra le società che operano nelle infrastrutture legate al settore energy, PRYSMIAN ha lasciato sul terreno l‘8,88%, TENARIS il 6,91% e SAIPEM il 5,56%. Fuori dal paniere principale, MAIRE TECNIMONT è caduta del 10,35%. Meglio le compagnie petrolifere: ENI -1,49%, ERG -3,62% e SARAS -2,18%.

* Restando in ambito energetico, discorso a parte per CIR, precipitata del 4,66% dopo l‘annuncio della conversione del bond da parte di Verbund, operazione che porta il gruppo tedesco al 44,77% di Sorgenia. I trader parlano di “sell on news”.

* Non si arresta la discesa delle banche: lo stoxx europeo è arretrato del 2,97%. “Avevano anticipato il movimento rialzista del mercato”, ha commentato un trader. “E ora guidano la flessione”. Un secondo operatore ha posto l‘accento sul monito dell‘Ocse che non esclude la necessità di ulteriore capitale per gli istituti italiani. Un dealer ha citato anche “la decisione di S&P di tagliare il rating di 22 banche Usa”. UNICREDIT ha perso il 6,43%, MEDIOBANCA il 4,84%, UBI BANCA il 7,01%, BANCO POPOLARE il 5,11%, MEDIOLANUM il 4,8%, POP MILANO il 4,5%.

* In controtendenza FINMECCANICA, salita dell‘1,48%. La società guidata da Pier Francesco Guarguaglini si è giovata delle notizie di nuovi ordini provenienti dal salone aerospaziale di Le Bourget.

* Si confermano difensive le utilities: TERNA +0,4% ed ENEL -0,54%.

* Buoni spunti per le società del retail e del lusso. LUXOTTICA è avanzata dello 0,73%. BULGARI, promossa da Exane a “outperform”, ha guadagnato l‘1,17%.

* TELECOM ITALIA ha limitato il calo allo 0,43%, sostenuta dalle indiscrezioni di stampa secondo cui il gruppo avrebbe dato mandato a Credit Suisse per cedere la partecipazione in Telecom Argentina.

* Venduta PIRELLI, -4,74%. PIRELLI REAL ESTATE ha ceduto il 14,83% dopo il rally delle ultime due sedute, conseguenza dell‘avvio dell‘aumento di capitale. CAMFIN, che lunedì aveva messo a segno un‘impennata di oltre il 50%, è arretrata dell‘11,7%.

* Tra le small e mid cap, DMT ha rallentato la corsa nel pomeriggio, terminando in rialzo del 2,22%. Il gruppo ha annunciato due commesse in Marocco ed Egitto del valore complessivo di 5 milioni di euro, base per potenziali nuovi sviluppi nel mercato nordafricano.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano

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