13 giugno 2009 / 11:52 / 8 anni fa

Capi di Stato europei a Napoli: da crisi si esce insieme

NAPOLI (Reuters) - La crisi globale è grave, per uscirne occorrono soluzioni comuni. E’ quanto hanno concordato oggi a Napoli i capi di Stato ospiti del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nella sede di Palazzo Reale, in occasione del Vertice informale multilaterale dei Capi di Stato “Uniti per l‘Europa” volto a sostenere il processo di integrazione dell‘Unione Europea.

Un summit che riunisce in questa occasione i capi di Stato di Italia, Austria, Germania, Portogallo e Ungheria.

“Penso sia una grande crisi. Voglio dire che non è ancora finita. Ci sono degli elementi di stabilizzazione ma non è ancora finita”, ha affermato il presidente tedesco Horst Koehler. Rilevando che se questo è il “messaggio duro”, quello positivo è che europei e americani possono fare qualcosa insieme per combattere la crisi. Mentre a suo giudizio, bisogna fare ogni possibile sforzo per evitare il protezionismo.

“Occorre una nuova visione del progetto europeo come risposta alla crisi, risposta che sarà efficace solo se sarà una risposta comune”, ha detto invece Napolitano.

“Dalla crisi c’è un‘opportunità di avvicinamento tra modello anglosassone e modello di economia sociale di mercato, senza però incidere sulle regole del mercato interno … e anzi esprimendo un impegno comune a definire una nuova regolamentazione dei mercati finanziari a livello europeo e a livello globale”, ha aggiunto il presidente italiano, riassumendo una posizione comune ai capi di Stato riuniti a Napoli.

Il vertice riunisce in questa occasione i capi di Stato di Italia, Austria, Germania, Portogallo e Ungheria. Come annunciato dal Quirinale in una nota, la riunione “consentirà uno scambio di idee sui risultati delle elezioni europee, sulle prospettive dell‘Unione e sulla sua azione per contrastare la crisi economica e finanziaria nonché sulle principali questioni di politica internazionale”.

NAPOLITANO PREOCCUPATO PER SCARSA PARTECIPAZIONE AL VOTO EUROPEO

Sul primo punto Napolitano, che ha presieduto la sezione dei lavori dedicata al voto per le europee, ha detto: “Non parlerei di disastro elettorale”, ma ha sottolineato che dal vertice informale sono emerse alcune preoccupazioni.

“Gli aspetti che noi abbiamo considerato preoccupanti sono: il livello di partecipazione al voto, con una media di circa il 43% di partecipazione nei 27 Paesi dell‘Unione Europea e l‘incidenza e il non trascurabile successo che hanno avuto posizioni e formazioni ostili alla integrazione europea”.

“Il basso tasso di partecipazione al voto non è una novità in senso assoluto, il punto più alto fu toccato nel ‘79, cioè la prima volta che i cittadini furono chiamati a votare direttamente per il Parlamento europeo, e si raggiunse il 64%. Però, e questa è una mia considerazione, nel 1979 il Parlamento europeo era sconosciuto e dobbiamo dire purtroppo che 30 anni dopo rimane ancora poco conosciuto e poco valorizzato”.

La sezione dei lavori dedicata alla politica internazionale è stata presieduta dal presidente austriaco Heinz Fischer, che ha fatto riferimento alle relazioni con gli Stati Uniti e l‘amministrazione Obama.

Secondo Fischer va rafforzato “il coordinamento tra le due sponde”: “ E’ importante che l‘Unione Europea e gli Stati Uniti abbiamo una agenda comune con priorità condivise per risolvere i conflitti”, ha aggiunto facendo riferimento all‘Afghanistan e al Medio Oriente e sottolineando che “ci dovrebbe essere una grande collaborazione in queste due aree, altrimenti ci sarebbero problemi per l‘Europa e anche per l‘America” .

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below