10 giugno 2009 / 08:12 / 9 anni fa

Italia, produzione indica moderazione recessione, male Pil

MILANO (Reuters) - Nonostante un dato del Pil relativo al primo trimestre che rappresenta il risultato peggiore dall‘inizio della nuova serie storica nel 1980, il rimbalzo della produzione industriale di aprile indica per gli economisti una moderazione della recessione per l‘Italia.

<p>Un operaio al lavoro. REUTERS/Tobias Schwarz</p>

Gli analisti riconoscono la natura squisitamente tecnica del rimbalzo della produzione di aprile, ma sottolineano la svolta del dato pubblicato oggi.

Il dato sull‘output industriale potrebbe essere proprio quel segnale ‘hard’ di un cambiamento del clima economico che hanno invocato nelle ultime settimane sia il governatore della Banca d‘Italia Mario Draghi sia il ministro dell‘Economia Giulio Tremonti per confermare le note positive giunte da alcuni indicatori ‘soft’ come le indagini congiunturali.

“Una ripresa significativa è ancora lontana ma il peggio sembra essere passato” dice Paolo Mameli di Intesa SanPaolo.

“Il dato di oggi sul Pil non dovrebbe portarci a rivedere la nostra stima di -5,3% per il 2009, perchè... c’è già qualche segnale di miglioramento come dimostra la produzione industriale in aprile” dice ancora Mameli.

In aprile l‘indice destagionalizzato della produzione industriale è salito dell‘1,1% in termini congiunturali da -4,5% di marzo. Il dato è superiore al consensus che indicava un rimbalzo di +0,5%. Si tratta della prima variazione positiva dal mese di aprile di un anno fa.

L‘indice corretto per i giorni lavorativi ha registrato sempre in aprile -24,2% su base annua, dal -23,8% di marzo, rispetto al consensus di -24,5%.

“Per il Pil il quadro è quello che ci si aspettava. Già sapevamo che il primo trimestre era stato un disastro” dice Luigi Speranza di Bnp Paribas.

Nel primo trimestre del 2009, secondo i dati definitivi di Istat, il Pil è sceso del 2,6% sui tre mesi precedenti dal -2,4% indicato con la stima preliminare il 15 maggio (nel quarto trimestre 2008 il Pil era sceso del 2,1%). Su base annua il prodotto si è ridotto del 6% su base annua, dal -5,9% della stima preliminare (nel trimestre precedente il Pil aveva mostrato un calo tendenziale del 3%).

RIMBALZO TECNICO PRODUZIONE, MA DUBBI SU DURATA RECESSIONE

Se il peggio è passato, il rialzo della produzione industriale non rappresenta la fine della recessione.

“È un dato forte su base mensile, ma dal breakdown si vede che è più una correzione tecnica che non un segnale di accelerazione del ciclo produttivo” dice Annalisa Piazza di Cube Financial.

Idee diverse fra gli analisti invece per quanto riguarda i tempi della recessione.

“Il messaggio fondamentale che emerge dal dato di oggi è che la recessione si sta comunque attenuando, anche se ci aspettiamo che il trend negativo prosegua per tutto quest‘anno” dice Marco Valli di Unicredit MIB.

“Non dobbiamo illuderci, potrebbe essere un rimbalzo temporaneo. Per il secondo trimestre stimiamo un calo della produzione del 3,8% rispetto ai tre mesi precedenti” dice Mameli.

“Mi sembra ci sia qualche evidenza che nel secondo trimestre faremo meno peggio, avremo un calo ma a ritmi inferiori rispetto al primo trimestre... si aprono prospettive per un rialzo nella seconda parte dell‘anno, ma a ritmi di crescita molto bassi” dice invece Speranza.

Bank of America si aspetta una crescita piatta nei trimestri terzo e quarto, sebbene l‘Italia farà peggio del resto della zona euro sia quest‘anno che l‘anno prossimo.

PIL TRIM1, CONFERMATO CALO EXPORT, DELUDONO CONSUMI

La composizione del dato del Pil, a dire degli economisti, è risultata generalmente in linea alle attese, ad eccezione di una contrazione superiore alle attese per i consumi privati.

“Lo spaccato dei componenti fa vedere l‘atteso forte calo degli investimenti e dell‘export” dice Mameli. “Quello che forse ha sorpreso un po’ verso il basso è stata la domanda di consumi privati”.

I consumi finali nel primo trimestre hanno segnato una contrazione dell‘1,7% su anno e dello 0,8% su trimestre. Gli investimenti fissi hanno registrato un calo tendenziale del 12,6% e uno congiunturale del 5,0%, mentre l‘export è sceso del 17% su anno e dell‘1,8% su trimestre.

Il calo dell‘export, che conferma le stime, appare in linea col trend europeo.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano

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