8 giugno 2009 / 20:42 / 9 anni fa

Eurogruppo: Europa rimuova misure stimolo con ripresa

LUSSEMBURGO (Reuters) - I paesi europei devono prontamente porre fine alle misure di stimolo fiscale varate per il rilancio della domanda di fronte ai segnali di ripresa dell‘economia del vecchio continente.

Pur nel permanere dello stato di incertezza, le stime della Commissione pongono tra il secondo e il terzo trimestre del prossimo anno l‘attesa della ripresa ciclica e il momento in cui mettere a punto la “strategia d‘uscita” rispetto all‘attuale politica economica fortemente espansiva.

Questo il messaggio chiave che arriva dall‘Eurogruppo, la riunione informale dei ministri finanziari Uem cui ha preso parte questa sera anche il presidente della Banca centrale europea, illustrato alla stampa dal commissario agli Affari economici e monetari Joaquin Alunia insieme al numero due dell‘Eurogruppo, il ministro spagnolo dell‘Economia Elena Salgado.

“Lo stimolo fiscale va accompagnato da una strategia che tenga conto dell‘esigenza di stabilità [dei conti pubblici] nel medio e lungo termine” spiega il commissario.

“Si è parlato oggi della necessità di coordinamento: da un lato l‘applicazione dello stimolo a sostegno della domanda e dall‘altro la fase in cui ritirare lo stimolo e del ritmo nel consolidamento del bilancio” aggiunge.

A chi gli chiede se il momento in cui far partire la cosiddetta ‘exit strategy’ vada situato l‘anno prossimo il custode delle norme comunitarie sulla disciplina di bilancio risponde poi facendo riferimento alle stime di primavera pubblicate dalla Commissione a inizio maggio.

“Secondo il nostro scenario centrale per la zona euro vediamo tassi di crescita positivi tra il secondo e il terzo trimestre del 2010: è questo il momento in cui va avviata la strategia d‘uscita” spiega.

Da iniziare già ora, aggiunge, la discussione sulla suddetta strategia proseguirà in autunno, quando il livello di incertezza dovrebbe andare sfumando.

Il commissario sembra comunque più che mai intenzionato a presentarsi come il consueto guardiano delle norme sulla disciplina dei conti pubblici, passando poi al tema delle procedure per deficit eccessivo.

“Ho informato l‘Eurogruppo delle intenzioni della Commissione di aprire la procedura per deficit eccessivo nei confronti dei paesi il cui disavanzo supera quest‘anno il 3% [del prodotto interno lordo]: Grecia, Irlanda, Francia e Spagna”.

“Nelle prossime settimane procederemo anche nei confronti di Malta [...] in novembre porterò all‘Eurogruppo la proposta di procedura per otto paesi sopra il 3% nel 2009” aggiunge.

Scettici appaiono a questo proposito sia il commissario sia il rappresentante dell‘Eurogruppo di fronte alla proposta francese di ‘presentare’ in modo diverso debito pubblico o indebitamento derivanti dalle difficoltà del ciclo.

“Posso comprendere la richiesta francese, ma in ultima istanza si tratta soprattutto di una spiegazione per l‘opinione pubblica: una parte del deficit deriva dagli stabilizzatori automatici” spiega il ministro spagnolo.

“La Commissione deve essere la custode del patto [di stabilità e crescita] e dar via alle procedure sul deficit nominale, non strutturale” aggiunge.

Almunia tiene infine a precisare che Bruxelles opera già una distinzione, così come fa l‘ufficio di statistica Eurostat, tra disavanzo strutturale e nominale.

“Si vede chiaramente quanta parte del deficit derivi dalla crisi e quanta sia invece strutturale, ma sul rapporto debito/Pil non si possono fare distinzioni” obietta.

“Alcune autorità nazionali vorrebbero farlo e hanno facoltà di farlo, per noi però vigono regole internazionali a cui siamo tenuti ad aderire” conclude.

A livello aggregato, le stime di primavera della Commissione prevedono che dopo l‘1,9% del 2008 il deficit dei sedici paesi Uem salirà quest‘anno a 5,3% e il prossimo a 6,3% del Pil.

Per quanto riguarda l‘intera Unione europea, il disavanzo sarà nel 2009 pari a 6,0% per poi passare a 7,3% nel 2010 a politiche invariate.

Riportare ordine nei conti pubblici dell‘Unione dopo il marcato incremento della spesa pubblica volto a contrastare la peggiore crisi economica del dopoguerra rappresenta il test chiave per le regole comunitarie sulla disciplina di bilancio.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano

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