8 giugno 2009 / 19:02 / tra 8 anni

Zona euro, Fmi: Bce valuti possibilità nuovi tagli tassi

LUSSEMBURGO (Reuters) - L‘istituto centrale di Francoforte dovrebbe valutare l‘eventualità di ulteriori tagli dei tassi di riferimento Uem. Lo scrive il Fondo monetario internazionale nel proprio giudizio sulle condizioni macro dei 16 paesi della valuta unica.

<p>Il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale Dominique Strauss-Kahn. REUTERS/Christinne Muschi (CANADA BUSINESS POLITICS)</p>

Tra le conclusioni del documento anche quella secondo cui le misure di stimolo alla crescita messe a punto dalle capitali Uem sono per il momento sufficienti, ma il Fondo è del parere che ci sia carenza di una “strategia proattiva” per proteggere il sistema finanziario dopo la crisi innescata dai mutui ‘sub-prime’.

“I benefici di ulteriori allentamenti di politica monetaria dovrebbero essere misurati rispetto a quelli dei possibili effetti avversi sul funzionamento dei mercati monetari, sarebbe però utile esplorare al più presto possibili margini di nuovi tagli” scrive l‘organizzazione basata a Washington.

La Banca centrale europea ha ridotto il costo del denaro sul nuovo minimo storico di 1% soltanto il mese scorso, contestualmente annunciando un programma di acquisto da 60 miliardi di euro (83 miliardi di dollari) di obbligazioni corporate, in modo da iniettare nuovi fondi su un mercato che sta facendo fronte alla peggiore crisi economica e finanziaria dai tempi del dopoguerra.

“L‘orientamento espansivo di politica monetaria va tenuto in essere” dice il rapporto Fmi.

Francoforte non ha di fatto escluso l‘ipotesi di nuovi tagli dei tassi, ma giudica l‘orientamento di politica monetaria per il momento adeguato.

“La politica monetaria dovrebbe focalizzarsi sul mantenere i tassi bassi, continuando a mettere a disposizione finanziamenti a termine illimitati a tasso fisso e a scadenza più prolungata finché permangono pressioni disinflattive” scrive il Fondo.

“Se si dovessero intensificare i rischi al ribasso sarebbe necessario un segnale più forte in direzione del mantenimento dei tassi a livelli contenuti. Per far fronte alle contingenze tutte le opzioni non convenzionali, compreso un attivo allentamento del credito, sarebbero da tenere in considerazione” continua.

L‘inflazione dei sedici paesi Uem dovrebbe da giugno in avanti scivolare in negativo per qualche mese a causa della forte flessione delle quotazioni del greggio rispetto all‘anno scorso.

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