5 giugno 2009 / 16:01 / 9 anni fa

Ripresa economia potrebbe minare sforzo concorde G8 su crisi

LONDRA (Reuters) - I timidi di segnali di miglioramento della situazione economica rischiano di minare il fragile accordo sulle azioni da intraprendere raggiunto tra le potenze mondiali sotto la spinta della crisi globale.

Incontradosi a Lecce la prossima settimana, i ministri delle Finanze del G8 saranno probabilmente in condizione di esprimersi con maggiore ottimismo sulle sorti dell‘economia rispetto a due mesi fa, quando a Londra i leader del G20 si erano impegnati in aiuti all‘economia da 1.000 miliardi di dollari.

Da allora le indagini congiunturali che misurano il clima di fiducia tra imprese e consumatori hanno iniziato a migliorare.

I germogli della ripresa non sono privi di rischi dal momento che potrebbero tradursi per le potenze del G8 nella tentazione di non tenere fede a promesse che non appaiono più così pressanti.

Il G8 finanziario di Lecce dovrebbe occuparsi anche di valutare a che punto è l‘attuazione degli impegni assunti dal G20 (per una scheda sull‘agenda dell‘incontro cliccare su [ID:nL41012536]).

“Se si riuscirà a confermare che tutto procede bene per il G20, potrebbe considerarsi un successo per l‘incontro”, commenta un funzionario coinvolto nella preparazione dei colloqui tra i responsabili finanze di Italia, Germania, Francia, Gran Bretagna, Usa, Giappone, Canada, Russia.

Nell‘ipotesi peggiore il venire meno dell‘impegno del G20 potrebbe minare la fiducia dei mercati finanziari nelle capacità di risoluzione della crisi da parte delle autorità stesse.

DUBBI SU INCREMENTO DIRITTI SPECIALI DI PRELIEVO

Se la ripresa dell‘economia globale dovesse prendere piede nel corso dei prossimi mesi l‘urgenza di iniettare decine di miliardi in aiuti internazionali all‘economia potrebbe venire meno.

Il Fondo monetario internazionale non ha ancora visto tutti i 500 miliardi di dollari promessi al G20 di aprile.

La Cina ha detto oggi che, a determinate condizioni, è pronta a erogare fino a 50 miliardi di euro, ma si attendono ancora i dettagli per i contributi in arrivo da alcuni paesi europei.

Nel frattempo tra i funzionari che si occupano di finanze e politica monetaria stanno emergendo preoccupazioni anche sull‘impegno del G20 all‘emissione di 250 miliardi di dollari dei Diritti speciali di prelievo - SDR, special drawing right, una sorta di unità di conto interna - da parte dell‘Fmi per incrementare la liquidità.

Alcuni mesi fa un‘iniezione di liquidità appariva vitale ma ora il piano sembra meno urgente dato il parziale ritorno di appetito per il rischio e la rinnovata capacità dei paesi emergenti di emettere debito all‘estero.

Se convertiti in valuta effettiva, gli Sdr potrebbero rivelarsi infalzionistici in un momento in cui la salita dei rendimenti obbligazionari evidenzia già timori che i prezzi riprendano a salire.

Rappresentanti di G20 e Fmi sono convinti che i dettagli del piano, che ha l‘avallo dei leader politici, saranno definiti nelle prossime settimane. Tuttavia potrebbe essere difficile per alcuni ministri delle Finanze del G8 ignorare le critiche giunte, ad esempio, da Juergen Stark. Secondo il consigliere esecutivo della Banca centrale europea la mossa potrebbe rivelarsi inflazionistica e porterebbe comunque a una distribuzione di liquidità casuale e irresponsabile.

DIVISIONI SU VELOCITÀ EXIT STRATEGY, REGOLE FINANZA

Allo stesso tempo i segnali di ripresa potrebbero spingere gli Stati Uniti a diminuire la pressione sulle controparti europee affinché espandano i piani di intervento fiscale.

Gli attriti potrebbero così spostarsi sul piano delle strategie d‘uscita dai piani di stimolo monetario e fiscale. Alcuni paesi più prudenti potrebbero mostrarsi inclini a una maggior velocità di uscita dalla crisi.

Il viceministro delle Finanze tedesco, Joerg Asmussen, ha detto ieri di non essere d‘accordo con la proposta della ministra francese Christine Lagarde sull‘allentamento delle regole europee sul debito.

La stessa Angela Merkel si è espressa chiaramente contro le radicali politiche di allentamento monetario di Fed e Bank of England arrivando a criticare la Bce per aver ceduto a pressioni internazionali sui riacquisti di covered bond.

La prossima settimana a Lecce non si dovrebbe discutere formalmente di tassi di cambio e politica monetaria, dal momento che i governatori delle banche centrali non parteciperanno all‘incontro, ma la recente rimonta dell‘euro su dollaro si potrebbe rivelare un potenziale pomo della discordia, con gli europei preoccupati delle conseguenze sull‘export.

Divisioni emergono anche su altre questioni discusse dal G20. Nonostante l‘accordo sul clearing centralizzato dei credit default swap, gli Stati Uniti premono ora per muovere su piattaforme gli scambi over-the-counter e l‘Europa frena e teme una frammentazione del mercato globale.

All‘interno della stessa Unione europea da un lato la Francia preme per una regolamentazione più rigida degli hedge fund rispetto a quella proposta dall‘esecutivo comunitario, proposta che già di per sè la Gran Bretagna giudica troppo invasiva.

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below