4 giugno 2009 / 10:36 / tra 9 anni

Compagnie aeree, Iata peggiorerà stime 2009

KUALA LUMPUR (Reuters) - Le perdite complessive delle compagnie aeree saranno quest‘anno peggiori delle previsioni fatte finora e avranno una ricaduta pesante sui fornitori aeronautici, con Boeing ed Airbus che potrebbero soffrire un calo del 30% negli ordini 2010.

<p>Immagine d'archivio di un aereo al decollo a Hong Kong. REUTERS/Bobby Yip (CHINA BUSINESS TRANSPORT)</p>

Lo ha detto a Reuters Giovanni Bisignani, direttore generale della International Air Transport Association (IATA), precisando che l‘associazione rivedrà ufficialmente le sue stime sulle perdite mondiali del settore - ora a meno 4,7 miliardi di dollari dopo gli 8 miliardi di rosso 2008 - nella riunione di lunedì prossimo.

“Le rettificheremo in peggio perchè i numeri che stiamo vedendo per passeggeri e merci non mostrano alcun miglioramento”, spiega in un‘intervista. Aggiungendo che serviranno tra 3 e 4 anni per tornare ai numeri pre-crisi.

“Probabilmente il cargo ha toccato il fondo con il -21% (annualizzato) degli ultimi due-tre mesi... ma non c’è alcuna aria di ripresa. Il (segmento) passeggeri che genera il 90% delle entrate è ancora in discesa del 10% circa”, chiarisce.

La quota di traffico merci che viaggia per via aerea è il 38% del totale. Con le previsioni del Fondo monetario che stimano un calo 2009 del prodotto mondiale dell‘1,3%, Bisignani dice: “non vediamo alcuna ripresa vera dell‘economia reale... l‘interscambio globale sta ancora cedendo del 21%”.

Un altro dato che non promette bene sono le quotazioni del barile di greggio recentemente risalite ai valori di sette mesi fa, con massimo a 69,05 dollari mentre le stime IATA sono basate ancora su un prezzo a 50 (cui corrisponde un costo/anno per le compagnie di 100-120 miliardi di dollari).

Secondo stime elaborate da Reuters gli ordini complessivi di aeromobili arrivati finora sono attorno a 500 miliardi. Ma Bisignani avverte che la domanda di aerei “ha numeri calanti”.

La crisi ha colpito i giganti del trasporto aereo, da Lufthansa a British Airways, ma anche le linee low-cost, come dimostra la prima perdita in venti anni annunciata giorni fa da Ryanair.

Bisignani non esclude neppure un‘ondata di consolidamento del settore, in particolare se gli Stati Uniti decidessero di non limitare la proprietà estera delle loro aviolinee, un passo che potrebbe creare valore per gli azionisti. “La catena del valore mostra che tutti guadagnano tranne le compagnie aeree” dice. “I produttori aeronautici fanno soldi, specialmente nel comparto dei ricambi, i gestori aeroportuali fanno soldi grazie alla posizione di monopolio”.

Sul sito www.reuters.com altre notizie Reuters in italiano

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