3 giugno 2009 / 08:03 / 9 anni fa

Borsa Milano perde oltre 2% su realizzi, male banche ed energia

MILANO (Reuters) - Piazza Affari archivia in ribasso una seduta caratterizzata dalle prese di beneficio che hanno colpito i mercati azionari dopo due giorni di acquisti.

<p>Un operatore di borsa REUTERS/David Gray</p>

La tenuta di un titolo-guida come UniCredit aveva consentito a Milano di fare meglio degli altri listini europei per buona parte della giornata. Ma l‘apertura di Wall Street - condizionata da un indice Ism servizi ancora in calo a maggio - e la rottura, evidenziata dagli analisti tecnici, del supporto del futures collocato a 20.200 punti, hanno fatto precipitare l‘azionario italiano.

“Ci si interroga se sia arrivato o meno il momento dello storno”, commenta un dealer. “Il mercato, che vede pochi scambi ed è in mano ai trader, non ha la forza per prolungare il rally, ma non è detto che sia giunto il momento per stornare”.

In chiusura, l‘indice Ftse Mib, al terzo giorno di vita, ha perso l‘1,98%, riuscendo a fatica difendere quota 20.000 punti (20.117,66 punti la chiusura, 20.030,62 punti il minimo intraday). L‘indice Ftse Italia All-Share è arretrato dell‘1,89% e il Ftse Mid Cap dell‘1,22%.

Scambi per un controvalore di circa 2,4 miliardi di euro.

* UNICREDIT ha limitato la flessione allo 0,57%, sostenuta dal giudizio “overweight” emesso da Morgan Stanley. Piazza Cordusio si è mossa in controtendenza rispetto al comparto bancario europeo: lo stoxx è sceso del 2,68%. A Milano, BANCO POPOLARE è arretrato del 4,07%, MEDIOLANUM del 2,24%, UBI BANCA del 3,42%, MEDIOBANCA dell‘1,94%, INTESA SANPAOLO del 2,62% e POP MILANO del 2,33%.

* Prese di beneficio nel settore dell‘automotive, reduce da un rally di due giorni sulla scia del salvataggio pilotato di General Motors: il paniere europeo è caduto del 3,38%. PIRELLI ha lasciato sul terreno il 5,21% e FIAT il 2,41%.

* Prosegue la flessione di ENEL, -2,91%, che non si è giovata affatto delle parole dell‘AD Fulvio Conti, che ha riferito di “un grande interesse dei libici negli ultimi giorni” per l‘aumento di capitale. I diritti per la sottoscrizione dell‘aumento sono precipitati dell‘11,65%. “I prezzi dei diritti e del titolo si sono sostanzialmente allineati”, afferma un trader.

* Restando alle utilities, comparto tradizionalmente difensivo (infatti, SNAM RETE GAS è salita dello 0,5% e TERNA è calata appena dell‘1,16%), A2A ha chiuso invariata (-0,07%) nella giornata in cui l‘assemblea dei soci ha nominato il nuovo consiglio di sorveglianza, presieduto da Graziano Tarantini.

* La flessione del prezzo del greggio, protagonista di un rally nei giorni scorsi, ha favorito una seduta in sofferenza per le società energetiche: TENARIS -4,4%, SAIPEM -2,81% ed ENI -2,31%. Fuori dal paniere principale, MAIRE TECNIMONT ha perso il 6,38%, ERG RENEW il 5,89%, ERG il 3,7% e SARAS il 2,49%.

* In lettera alcuni titoli che avevano performato bene nelle ultime sedute: BULGARI -4,39%, STM -4,52%, CAMPARI -2,86% e ANSALDO STS -2,39%.

* Tra le blue chip, buoni spunti per IMPREGILO (-0,42%), BUZZI UNICEM (+1,38%) e FONDIARIA (+0,65%), tutti e tre oggetto della promozione del giudizio da parte di una banca italiana.

* Guardando alle small e mid cap, non si arresta il rally di MOLMED, che ha terminato in rialzo dell‘11,86%, dopo aver rinnovato il massimo dell‘anno a 2,25 euro. Due giorni fa, la società biotech ha aggiornato il mercato sugli sviluppi del farmaco antitumorale NGR-hTNF.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano

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