30 maggio 2009 / 08:29 / tra 9 anni

Germania fa accordo per salvare Opel con l'aiuto di Obama

BERLINO (Reuters) - La Germania ha tirato un sospiro di sollievo oggi sull‘accordo con la canadese Magna, General Motors e il governo Usa per salvare la casa automobilistica Opel dall‘imminente fallimento della sua casa madre americana.

<p>I ministri tedeschi dopo l'accordo su Opel con Magna REUTERS/Tobias Schwarz</p>

L‘accordo, firmato dopo sei ore di colloqui nell‘ufficio del cancelliere Angela Merkel, necessita ancora dell‘approvazione finale, ma sembra mettere al riparo Opel e i suoi 50.000 lavoratori in Europa dalla richiesta di protezione dai creditori con il Chapter 11 da parte di Gm attesa per lunedì.

Merkel ha detto che il presidente Usa Barack Obama -- che dovrebbe visitare la Germania la settimana prossima -- ha contribuito a favorire l‘accordo con una telefonata.

“Ieri ho parlato al telefono con il presidente americano e siamo stati d‘accordo nel fare il possibile per arrivare a un buon risultato in questo caso complicato”, ha detto il cancelliere ai giornalisti. “Quella conversazione ha chiaramente influenzato i negoziati la notte scorsa”.

Oliver Burkhard, capo del sindacato IG Metall dei metalmeccanici nel laender del Nord Reno-Westfalia, ha detto che il sollievo è palpabile.

“Ora possiamo guardare avanti”, ha detto. “Ora inizia il vero lavoro. La sola cosa certa è che Opel andrà avanti”.

Come la casa madre Gm, anche Opel ha sofferto della recessione mondiale.

Il ministro delle Finanzia Peer Steinbrueck è uscito dal meeting alle 2:15 di questa notte per dire ai giornalisti che era stato raggiunto un accordo che include un ponte finanziario per Opel da 1,5 miliardi di euro e un modello trustee per la casa automobilistica.

Siegfried Wolf, il co-amminstratore delegato di Magna, ha avvertito che ci sono ancora dei dettagli da definire. “In cinque settimana avremo la firma formale del contratto”, ha precisato.

IL COINVOLGIMENTO RUSSO

Magna spera di usare Opel per entrare in Russia, il mercato europeo delle auto più velocemente in crescita prima della crisi.

La banca russa statale Sberbank, che sta contribuendo a finanziare l‘accordo e che avrà il 35% in Opel, ha dato il benvenuto al patto, che considera un modo per ristruttura l‘industria automobilistica russa.

“Nella mia testa, è una chance molto buona per la Russia per ottenere una delle più avanzate case automobilistiche in termini di tecnologia ad un prezzo basso senza precedenti”, ha detto l‘AD German Gref al canale Vesti 24.

Anche Yelena Matveyeva, vice capo del partner russo di Magna, Gaz, ha accolto con entusiasmo l‘accordo.

Fiat, la principale rivale di Magna nella battaglia per Opel, è uscita dai colloqui lasciando la porta aperta alla società canadese, fondata dall‘emigrato austriaco Frank Stronach quasi 50 anni fa.

Magna e Opel hanno presentato il loro piano al governo tedesco e ai rappresentanti del Tesoro Usa per ottenere il loro assenso e garantirsi il finanziamento di cui Opel ha disperatamente bisogno per sopravvivere ai prossimi mesi.

“Penso che sia l‘inizio di un nuovo futuro per Opel, per i lavoratori, l‘azienda e il marchio”, ha detto ai giornalisti il capo di Gm Europa Carl-Peter Forster.

Il ministro dell‘Economia Karl-Theodor zu Guttenberg ha rinnovato le sue riserve sui rischi del piano ma ha aggiunto che sarebbe altrettanto rischioso se Opel dichiarasse la bancarotta.

La società, il cui quartier generale è vicino a Francoforte, dà lavoro a 25mila persone nei suoi quattro impianti tedeschi. Fa parte di Gm Europa, che conta oltre 50mila dipendenti con fabbriche di auto in Spagna, Polonia, Belgio e Gran Bretagna, paese in cui Opel è venduta col marchio Vauxhall.

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