29 maggio 2009 / 17:43 / 9 anni fa

Fiat, se deal Opel fallisce, Peugeot è il piano B?

di Ian Simpson

<p>Fiat, se deal Opel fallisce, Peugeot &egrave; il piano B?. REUTERS/Denis Balibouse</p>

MILANO (Reuters) - Fiat potrebbe volgere lo sguardo verso Peugeot se l‘offerta d‘acquisto per Opel dovesse fallire, ma un matrimonio italo-francese comporterebbe diversi problemi.

E’ l‘opinione degli analisti del settore automotive raccolta da Reuters.

Con Magna International che appare in vantaggio, grazie un accordo preliminare con General Motors, stando a quanto riferito da fonti, gli analisti ritengono che Peugeot sia l‘opzione migliore per il Lingotto.

L‘AD di Fiat, Sergio Marchionne, è impegnato nella realizzazione di un piano ambizioso per dare vita a un gigante del settore automobilistico, che ha visto come primo passo l‘acquisizione del 20% di Chrysler.

“La strategia espansionistica di Marchionne è rischiosa e Chrysler rappresenta l‘anello debole”, commenta Juergen Pieper, analista di Metzler Equities. “Il pacchetto completo, includendo Opel, avrebbe avuto senso. Se l‘offerta per Opel fallisse, l‘operazione sarebbe troppo debole e rischiosa”.

Marchionne ha sottolineato che l‘accordo con Chrysler costituisce il focus principale e ha scartato l‘idea di creare una partnership con Magna. Anche senza Opel, ha ironizzato il manager, “la vita andrebbe avanti”.

Rimpiazzare il gioiello Opel con Peugeot nella corona di Marchionne darebbe vita al produttore di auto numero uno in Europa e spingerebbe Fiat ben oltre quota 5 milioni di veicoli prodotti l‘anno, livello che l‘AD del Lingotto ha fissato come target.

“Arriverebbe a circa 7 milioni di auto l‘anno”, spiega Arndt Ellinghorst, analista di Credit Suisse. “Il tema delle dimensioni avrebbe maggiore peso in un accordo di qualsiasi tipo con Peugeot rispetto a un‘alleanza con GM Europe. Peugeot ha un problema identico, dimensioni limitate nel mercato”.

OPEL SPECCHIETTO PER ALLODOLE, PEUGEOT VERO TARGET?

Eric-Alain Michelis, analista di SG Securities, ritiene che un‘alleanza con Peugeot avrebbe senso e rappresenterebbe un‘estensione degli accordi nei veicoli commerciali che risalgono a vent‘anni fa.

Un merger con Fiat potrebbe ampliare la presenza internazionale di Peugeot e consentire alla casa francese di rafforzarsi nel segmento di alta gamma, dove il Lingotto vanta marchi come Alfa Romeo e Lancia.

“E’ sensato”, argomenta Michelis. “Qualcuno sostiene che l‘impegno profuso da Fiat su Opel sia una sorta di specchietto per le allodole, per attirare l‘attenzione dei media, e negoziare dietro le quinte con Peugeot”.

Tuttavia un‘alleanza con Peugeot non sarebbe priva di controindicazioni.

La casa francese ha detto che intende rimanere single e se Fiat volesse tentare di indurla a un matrimonio, secondo gli analisti, dovrebbe pagarla a caro prezzo, soldi che il Lingotto non ha. A ciò si aggiungerebbero i problemi politici, con la tendenza recente al protezionismo in Francia e in Italia, e l‘opposizione dei sindacati ai tagli dei costi.

Michael Tyndall, analista di Nomura, ritiene che Fiat abbia poche alternative a Opel, ricordando che in passato si è parlato più volte di colloqui con Peugeot, Bmw e Daimler. “Penso che possiamo tranquillamente desumere che nessuna trattativa sia stata produttiva”, dice Tyndall. “Insomma, possiamo smetterla di arrovellarci. Come pensano di incrementare le dimensioni?”.

LE DIMENSIONI CONTANO: SAAB E VOLVO TROPPO PICCOLE

Guardando alle altre case automobilistiche europee, le svedesi Saab e Volvo sono troppo piccole per avere un impatto significativo sui volumi, affermano gli analisti, Comunque, Marchionne ha confermato l‘interesse di Fiat a concludere un deal con Saab in caso di fallimento della trattativa per Opel.

Fiat ha una joint-venture con Tata Motors, ma il gruppo indiano è troppo distante e ha una gamma di prodotti troppo differenti da quelli del Lingotto per garantire a Torino risparmi sui costi.

La Cina, dice Pieper di Metzler, ha oltre cento marchi di auto, che costituiscono target potenziali per Fiat, ma un deal nel Paese asiatico sarebbe piccolo rispetto a Opel.

Tyndall di Nomura ritiene che né Fiat, né Peugeot abbiano fondi a sufficienza per varare ristrutturazioni e un merger fra le due case costringerebbe i governi italiano e francese a intervenire con dei prestiti.

“Non penso che il governo francese, che ha già prestato 3 miliardi di euro a Peugeot, sia disponibile a iniettare altri capitali, soprattutto se questi venissero utilizzati per un deal che comporterebbe tagli del personale in Francia”, conclude Tyndall.

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