24 maggio 2009 / 14:38 / tra 9 anni

Magna e Fiat migliorano offerte per Opel, giorni decisivi

di Nicola Leske e Andreas Moeser

<p>Auto giocattolo fotografate davanti alla sede di Opel in Germania. REUTERS/Johannes Eisele</p>

FRANCOFORTE/BERLINO (Reuters) - Magna International e Fiat hanno migliorato le loro offerte per Opel, in vista di una settimana cruciale in cui il governo tedesco dovrà decidere quale piano appoggiare.

Il cancelliere tedesco Angela Merkel avrà una riunione di governo domani per valutare le offerte giunte da Magna, Fiat e dalla holding industriale quotata in Belgio RHJ International. Ma nessuna decisione finale è attesa domani.

Fiat ha migliorato la sua offerta ieri, dopo che alti funzionari tedeschi avevano detto venerdì che Magna, gruppo canadese di ricambi auto, aveva presentato un piano migliore. Magna a sua volta ha migliorato la sua offerta, secondo quanto detto oggi a Reuters da una fonte vicina alle trattative.

General Motors e il governo tedesco stanno correndo contro il tempo per finalizzare la vendita di Opel.

Il governo Usa ha dato tempo a GM fino al primo giugno per ristrutturare le sue operazioni e dimostrare di poter essere affidabile finanziariamente senza aiuti di Stato, pena una probabile procedura fallimentare.

La decisione su chi otterrà Opel sarà presa da GM, ma il governo tedesco giocherà un ruolo importante perché dovrà probabilmente mettere a disposizione garanzie finanziarie per miliardi di euro.

L‘AD di Fiat Sergio Marchionne ha affrontato i timori relativi ai licenziamenti in Germania e ha detto che il suo piano non prevede tagli in Germania superiori all‘8%, secondo quanto riportato da un settimanale tedesco.

“Nel caso peggiore un massimo di 2.000 posti sarebbero toccati dall‘integrazione di Opel in una joint-venture con Fiat libera da debiti”, ha detto Marchionne al Bild am Sonntag oggi.

Opel impiega circa 25.000 persone in Germania.

In una intervista separata al settimanale Der Spiegel che uscirà domani, Marchionne ha detto anche che, sebbene non ci siano garanzie, attualmente non vede necessaria alcuna chiusura di stabilimenti Opel in Germania.

Il ministro dell‘Economia Karl-Theodor zu Guttenberg ha detto ieri che Fiat ha migliorato la sua offerta e di aspettarsi che gli altri tre concorrenti avrebbero fatto altrettanto.

RISIKO

Bild am Sonntag scrive, senza citare fonti, che Merkel si è opposta all‘offerta di Magna perché prevede 2.500 tagli, gran parte dei quali nello stabilimento Opel di Bochum.

La città è stata già colpita dalla chiusura di uno stabilimento Nokia lo scorso anno e i politici tedeschi temono altri licenziamenti in vista delle elezioni generali di settembre.

Una fonte vicina ai colloqui ha detto oggi a Reuters che Magna ha affrontato questo problema. “Ci sono indicazioni che Magna abbia migliorato la sua offerta”, ha detto la fonte. Potrebbe essere possibile fabbricare la prevista auto elettrica Ampera di Opel a Bochum.

Il ministro degli Esteri e vice cancelliere Frank-Walter Steinmeier e Guttenberg hanno detto venerdì che una decisione sul miglior offerente potrebbe giungere questa settimana.

Secondo Bild am Sonntag, Guttenberg ha detto che tutte le offerte giunte sinora non hanno assicurato che le risorse fiscali che il governo intende mettere a disposizione non andranno perse.

“Dovessero permanere questi deficit, una insolvenza strutturata sarebbe chiaramente la soluzione migliore - che potrebbe anche aprire delle opportunità per il futuro di Opel”, ha detto Guttenberg.

Dichiarazioni che hanno attirato critiche sia dal presidente del consiglio di fabbria di Opel, Klaus Franz che da Steinmeier.

“E’ incomprensibile e controproducente parlare di insolvenza quando diverse parti stanno mostrando un forte interesse in Opel”, ha detto Franz in un‘intervista che uscirà domani sul Bild.

“Chiedo che si smetta tutti di parlare di una insolvenza di Opel. Concentreremo tutte le nostre energie sul salvare quanti più posti di lavoro possibile in Opel, invece di alimentare paure non necessarie”, ha detto Steinmeier.

Franz ha anche chiesto ai tre offerenti di evitare di fare promesse che non sono in grado di mantenere. “Le dichiarazioni sui tagli devono essere garantite e messe nero su bianco e restare valide per diversi anni non solo per due giorni”, ha detto Franz al giornale.

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