21 maggio 2009 / 13:39 / tra 9 anni

Fiat si attende tempi brevi per Opel,ottimismo a Torino

ROMA (Reuters) - All‘indomani della presentazione dell‘offerta di Fiat su Opel, l‘attenzione si concentra sui tempi e le possibilità che la casa torinese esca vincitrice dalla gara con gli altri pretendenti alla divisione tedesca di Gm. Se in Italia si respira un certo ottimismo, maggiore cautela sembra giungere dalla Germania.

<p>Un logo della Fiat fuori dalla sede del gruppo a Torino. REUTERS/Alessandro Garofalo (ITALY TRANSPORT BUSINESS)</p>

Intanto, Fiat, ha scelto le banche che faranno da global coordinator al progetto di spin off dell‘auto e alla conseguente quotazione della Newco risultante dal possibile consolidamento del settore europeo: Intesa SP, Unicredit e Goldman Sachs.

Il presidente del Lingotto, Luca Cordero di Montezemolo, dall‘assemblea di Confindustria ha detto di non aspettarsi tempi lunghi per la risposta di Gm, mentre una fonte a conoscenza del dossier spiega che “ci vorranno 7/10 giorni per avere una prima indicazione”.

Secondo Automotive News, che cita fonti vicine al dossier, le offerte presentate dal Lingotto sarebbero di due tipi: una è relativa alle attività europee di Opel e Vauxhall, l‘altra comprende anche le attività sudamericane di GM.

A svelare ulteriori dettagli dell‘offerta di Fiat su Opel è lo stesso Ad del Lingotto, Sergio Marchionne. In un‘intervista a Der Spiegel online il manager dice che la capacità degli impianti di General Motors in Europa e di Fiat post integrazione dovrà essere ridotta del 20%, qualora l‘offerta del Lingotto andasse in porto. Il manager aggiunge che tutti e quattro gli stabilimenti tedeschi della Opel resteranno aperti. I tagli da realizzare saranno suddivisi in tutta Europa.

Sul futuro degli stabilimenti italiani, Montezemolo si limita a dire che “si deciderà a bocce ferme” e a questo proposito, sempre in occasione dell‘assise degli industriali italiani, il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola anticipa un incontro in programma nei prossimi giorni tra Fiat, governo e sindacati per discutare sul tema.

“Ho avuto la possibilità di confrontarmi con [il presidente di Fiat Luca Cordero di] Montezemolo anche questa mattina. Nei prossimi giorni convocheremo un tavolo con i sindacati”, ha detto Scajola al termine dell‘assemblea.

SCAJOLA APPREZZA PIANI FIAT PER OPEL E CHRYSLER

Parole di apprezzamento per l‘operato e il tempismo mostrato dall‘azienda italiana per le operazioni Chrysler e Opel arrivano da Scajola mentre Confindustria, per bocca del suo presidente Emma Mercegaglia, auspica un‘affermazione di Fiat nel settore automobilistico a livello mondiale in quanto costituirebbe “un ottimo risultato per tutto il Paese”.

Le possibilità di successo di Fiat su Opel sarebbero oltre al cinquanta per cento, avrebbe detto lo stesso AD, secondo il quotidiano La Stampa.

“Perchè alla fine la nostra è l‘unica offerta con contenuti e valori industriali. Le altre o non hanno consistenza produttiva o sono sostanzialmente finanziarie... Magari piacciono ai sindacati perchè pensano di poter condizionare certi manager solo esperti di finanza e meno di industria”, scrive il quotidiano torinese riportando delle ‘confidenze’ che Marchionne avrebbe fatto ai suoi collaboratori ieri in occasione dell‘assemblea degli azionisti della Giovanni Agnelli & C.

CAUTELA DALLA GERMANIA

L‘ottimismo sul successo di Fiat nella campagna tedesca non risulta invece nella stampa tedesca: citando una graduatoria interna stilata da Gm, l‘edizione online del Der Spiegel scrive che il Lingotto sarebbe all‘ultimo posto fra i tre pretendenti alla conquista di Opel.

In cima alla classifica ci sarebbe Magna International, il produttore di componentistica austro-canadese, che ha unito le forze con la casa russa GAZ.

Secondo Der Spiegel, che cita fonti interne, Gm ha delle riserve nei confronti di Fiat perché il Lingotto ha stretto una partnership con Chrysler.

Sempre dalla Germania, arriva un invito da parte del leader del sindacato Opel, Klaus Franz, ai potenziali acquirenti di illustrare martedì le rispettive proposte presso lo stabilimento principale della casa tedesca a Ruesselshei, secondo quanto riporta l‘edizione on-line del quotidiano Frankfurter Rundschau.

I sindacati, aggiunge Franz, sarebbero disposti a contribuire al salvataggio dell‘azienda con un miliardo di euro attraverso tagli di salari in cambio di una quota della nuova entità.

“Questa è una condizione per fare le nostre concessioni”, ha detto il sindacalista.

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