15 maggio 2009 / 10:49 / 9 anni fa

Crisi, fiducia lavoratori italiani arriva solo al 37%

MILANO (Reuters) - La crisi economica ha colpito anche la fiducia dei lavoratori italiani, che raggiunge una media di soli 37 punti su una scala che va da 0 a 100, e la preoccupazione riguarda soprattutto la propria situazione personale.

E’ quanto emerge dai primi dati dell‘Indice di Fiducia rilevato dall‘agenzia italiana per il lavoro Gi Group in collaborazione con OD&M Consulting, iniziata il 17 aprile, a cui finora hanno partecipato circa 3.300 persone.

L‘indagine, spiega Gi Group in un comunicato, punta a monitorare periodicamente il livello di fiducia dei lavoratori italiani su quattro aree tematiche: la situazione economico-finanziaria della propria azienda, le possibilità offerte dal mercato del lavoro, la propria situazione lavorativa nell‘immediato e per il futuro, e le istituzioni che regolano il mercato del lavoro, come sindacati, associazioni imprenditoriali, governo e Unione europea.

Giudizi particolarmente negativi sono stati espressi sulle proprie possibilità personali (31%) e sulle istituzioni (27%), mentre i lavoratori sono risultati leggermente più ottimisti in merito al dinamismo della propria azienda (46%) e al mercato del lavoro (45,5%).

I giovani sotto i 30 anni e i senior hanno espresso la fiducia più alta di tutta la rilevazione (51%) proprio nell‘impresa.

Dai dati emerge dunque un quadro piuttosto preoccupante, soprattutto per le donne, che esprimono punteggi inferiori agli uomini; inoltre la fiducia generale lungo la Penisola scende progressivamente da Nord-Est a Sud.

“Oltre alla valorizzazione dei giovani e dei senior come risorsa fondamentale del sistema impresa, evidenziamo due costanti che emergono da questi primi dati”, dice Mario Vavassori, Amministratore Delegato di OD&M Consulting, “da un lato la sfiducia delle donne che è sempre più alta di quella degli uomini, dato che evidenzia una diffusa sensazione di minori opportunità rispetto ai colleghi maschi, dall‘altro la sicurezza che infondono la cultura e la formazione che si rivelano l‘arma principale per contrastare le turbolenze di mercato”.

Stefano Colli-Lanzi, amministratore delegato di Gi Group, ha sottolineato che le agenzie per il lavoro “rivestono oggi l‘importante ruolo di intermediari in grado di fornire diversi servizi, dal lavoro temporaneo al tempo indeterminato, dalla formazione alla ricollocazione professionale, e sono quindi grado di favorire l‘occupabilità della persona e la sua permanenza nel mercato del lavoro, nonché di rendere più efficiente il mercato stesso”.

“Siamo pertanto pronti a contribuire a quella rete sussidiaria di soggetti polifunzionali che, attraverso la valorizzazione della persona, partecipano al Welfare delle opportunità e delle responsabilità, come auspicato dal Ministro Sacconi nel Libro Bianco sul futuro del modello sociale”, ha aggiunto Colli-Lanzi.

Chiunque volesse contribuire all‘indagine, ricorda il comunicato, può farlo collegandosi al sito www.indicedifiducia.it e compilando il relativo questionario. Alla fine della compilazione, sarà possibile confrontare il proprio indice di fiducia con quello generale.

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