15 maggio 2009 / 08:14 / tra 9 anni

Italia, Istat stima Pil primo trimestre in maggior calo dal 1980

MILANO (Reuters) - Il Pil italiano registra nel primo trimestre la contrazione più forte dall‘inizio delle serie, nel 1980, suggerendo per l‘intero 2009 una flessione intorno al 5%. Gli analisti ritengono, però, che questo trimestre orribile segni il punto di minimo della fase recessiva e che si possa dare fiducia ai timidi segnali di ripresa emersi dalle indagini congiunturali.

<p>Una cliente in un supermercato romano con gli scaffali vuoti. REUTERS/Dario Pignatelli (ITALY)</p>

Secondo le stime preliminari Istat, nel primo trimestre del 2009 il Pil ha segnato un calo del 2,4% sul quarto trimestre 2008, quando era sceso del 2,1%, dato rivisto da -1,9%. Sempre nel primo trimestre, il Pil ha mostrato una riduzione del 5,9% su base annua dal tendenziale di -3% del quarto trimestre 2008, rivisto da -2,9%. Si tratta del quarto trimestre di contrazione consecutivo.

Gli analisti interpellati da Reuters si attendevano un -1,8% sul trimestre precedente e -5% su anno.

“Il primo trimestre dovrebbe aver segnato la velocità di caduta del Pil più rapida di questa fase recessiva, quindi il peggio dovrebbe essere alle nostre spalle” dice Maurizio Binelli di Abaxbank.

“Questo dato abbassa ulteriormente il sentiero di crescita del Pil dal momento che è una forte flessione nei primi tre mesi del 2009 accompagnata da revisioni al ribasso sui dati dei trimestri precedenti: avremo probabilmente una contrazione intorno al 5% nell‘intero 2009”, dice Marco Valli di Unicredit MIB.

Le ultime stime governative, diffuse il primo maggio, davano il Pil in calo nel 2009 del 4,2%.

Secondo Istat, il Pil acquisito per il 2009, ovvero la crescita media annua che si avrebbe in caso di variazione nulla nei prossimi tre trimestri, è pari a -4,6%.

“Nonostante tutto ci sono segnali incoraggianti”, dice Valli che si sbilancia indicando una contrazione del prodotto nel secondo trimestre di ‘solo’ lo 0,5%, tenendo conto delle indicazioni positive giunte dalle survey.

FLESSIONI EXPORT NETTO E INVESTIMENTI HANNO PESATO SU PIL

Con il dato preliminare, Istat non fornisce dettagli sull‘andamento delle diverse componenti del Pil, ma l‘istituto di statistica informa che tutti i tre settori dell‘economia italiana - industria, servizi e agricoltura - hanno segnato una contrazione nei primi tre mesi dell‘anno.

In attesa della seconda stima sulla crescita che sarà pubblicata il prossimo 10 giugno, gli analisti scommettono su un forte calo delle esportazioni nette e degli investimenti.

“Ci aspettiamo che un contributo negativo sia arrivato dall‘export e da investimenti, e anche dalle scorte. Forse c’è da aspettarsi iun miglioramento da spesa pubblica e consumi privati”, dice Paolo Mameli di Intesa SanPaolo.

Allargando gli orizzonti, l‘Italia si trova in buona compagnia in una zona euro in recessione profonda con la Germania che guida una classifica rovesciata dopo aver registrato una contrazione del pil del 3,8% su base congiunturale. La Spagna ieri aveva registrato una flessione del prodotto dell‘1,8%, mentre la Francia stamane ha riportato una contrazione di 1,2%.

Nel suo complesso la zona euro ha registrato un calo del prodotto di 2,5% su trimestre, in peggioramento rispetto al -1,6% degli ultimi tre mesi dell‘anno scorso.

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