11 maggio 2009 / 08:08 / tra 9 anni

Italia, produzione industriale marzo cala oltre attese

MILANO/ROMA (Reuters) - La produzione industriale italiana nel mese di marzo ha accusato un‘altra pesante contrazione, decisamente peggiore delle attese, ponendo un‘ipoteca negativa anche sul dato del prodotto interno lordo del primo trimestre.

<p>Istat:produzione industria marzo -23,8% annuo,peggior calo da 90. REUTERS/Stefano Renna</p>

I dati pubblicati oggi da Istat sottolineano la gravità della crisi e deludono le speranze di chi si aspettava di trovare anche in Italia un riflesso dei segnali timidamente incoraggianti arrivati da altri paesi, come la Germania.

Per i prossimi mesi gli economisti si attendono un allentamento della contrazione ma la luce alla fine del tunnel sembra ancora lontana.

L‘indice destagionalizzato della produzione industriale a marzo è sceso del 4,6% in termini congiunturali, replicando il -4,6% di febbraio (rivisto da -3,5%). Le previsioni degli economisti proiettavano un calo molto più modesto dell‘1,6%.

La variazione congiunturale della media degli ultimi tre mesi rispetto ai tre mesi precedenti è pari a -9,8%.

L‘indice corretto per i giorni lavorativi ha registrato in marzo una diminuzione del 23,8% su base annua, nuovo record negativo da inizio serie nel 1990, dal -21,2% di febbraio (rivisto da -20,7%) e rispetto ad attese per -21,3%.

“Questo dato introduce un rischio significativo verso il basso per quanto riguarda le stime sul Pil del primo trimestre, che potrebbe vedere una flessione più pesante del 2% che ci aspettiamo”, commenta Anna Maria Grimaldi di Intesa Sanpaolo.

Anche per Marco Valli di Unicredit Mib “questa performance prelude a brutti dati sul Pil del primo trimestre. Dopo i numeri di oggi, la nostra stime per un calo dell‘1,8% sembra ottimistica e tagliamo le nostre proiezioni a -2,2%”.

Non rivede invece le sue attese Aletti Gestielle, che già prevede un -2,2%.

Le statistiche preliminari sul prodotto interno lordo dei primi tre mesi 2009 saranno pubblicate da Istat venerdì 15 maggio. Il consensus Reuters, raccolto prima del dato sulla produzione, è -1,8% su trimestre e per -5,0% su anno.

IN TRIM2 VISTO RALLENTAMENTO CONTRAZIONE MA CRESCITA LONTANA

“In Germania avevamo avuto dei segnali di assestamento che non sono stati confermati qui da noi”, commenta Maurizio Binelli di Abaxbank. La produzione industriale tedesca di marzo è rimasta invariata su mese, sorprendendo gli economisti che avevano stimato una flessione.

Peggiore delle attese, invece, i dati diffusi stamani sulla produzione industriale francese, scesa a marzo di 1,4% su mese. La statistica sulla zona euro è in calendario il 13 maggio e le stime sono per un calo dell‘1% su mese e del 18% su anno.

“Per il momento l‘economia italiana rimane in una situazione di grave e pesante recessione”, osserva Grimaldi. “Mentre per gli altri paesi si sono visti segnali, seppur timidi, di stabilizzazione, in Italia mi sembra che questi siano piuttosto incerti”.

Per Isae “sembra delinearsi una decelerazione della fase recessiva nel corso del secondo trimestre dell‘anno”. L‘istituto stima una contrazione della produzione industriale del 4,7% nel periodo aprile-giugno rispetto ai tre mesi precedenti.

In termini destagionalizzati la produzione industriale dovrebbe salire dello 0,7% in aprile (primo rialzo in 11 mesi), scendere del 2,8% in maggio e tornare a salire del 3% in giugno.

Per i prossimi mesi Laura Cavallaro di Aletti Gestielle si aspetta ancora dei cali “ma non così forti, più modesti”.

Alla luce dei segnali di ripresa emersi dalle indagini congiunturali di aprile - sia l‘indice Isae sulla fiducia delle imprese che il Pmi manifatturiero italiano il mese scorso hanno mostrato una risalita dai minimi - anche Valli vede indicazioni di un passo più lento per la flessione della produzione industriale nel periodo aprile-giugno.

“Restiamo dell‘idea che il ritmo della recessione si allenterà significativamente nel secondo trimestre, ma dato il punto di partenza estremamente depresso è improbabile che l‘Italia ricominci a crescere presto”.

PRODUZIONE SI CONTRAE IN TUTTI I SETTORI

La contrazione della produzione industriale di marzo non risparmia alcun settore: i beni di consumo scendono del 4,3%, quelli strumentali del 4,1%, quelli intermedi del 5,4% e l‘energia del 2,6%.

“Se guardiamo il dettaglio dei dati - beni non durevoli, intermedi e capitale - c’è un brutto segnale per la produzione dei prossimi mesi. C’è anche un segnale di contrazione degli investimenti delle imprese”, commenta Cavallaro. “I beni durevoli sono calati solo di un 1,8% ma si tratta comunque del nono mese consecutivo di contrazione. I beni durevoli sono legati anche alle auto, che stanno attraversando una fase negativa generale”.

Secondo Binelli i dati odierni “da un lato vanno interpretati come segnale di debolezza della domanda globale, quindi dell‘export industriale italiano. Ma la debolezza viene da più parti: In Italia lanciano un brutto segnale anche i beni non durevoli (-4,7%), che riflettono invece la domanda interna”.

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