8 maggio 2009 / 15:24 / 8 anni fa

Fiat, Epifani: governo convochi subito parti, venga Marchionne

<p>Il logo Fiat in un punto vendita di auto vicino a Ginevra. REUTERS/Denis Balibouse</p>

ROMA (Reuters) - La Cgil chiede che il governo convochi “immediatamente” le parti per conoscere le intenzioni della Fiat sui risvolti occupazionali della fusione con Chrysler e della trattativa con la tedesca Opel, controllata da Gm. La casa torinese deve partecipare al tavolo governativo con l‘amministratore delegato Sergio Marchionne.

Lo ha detto il segretario generale della confederazione Sergio Epifani che ha lamentato una carenza informativa sulle vicende che vedono coinvolta la Fiat in questi giorni ed ha aggiunto, comunque, che la casa torinese è stata “intelligente” a mettersi nell‘operazione con Chrysler e Gm.

“Il governo convochi immediatamente” industria e sindacati visto che il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola “ha detto che avrebbe convocato le parti: si assuma la responsabilità di convocarle immediatamente. Chiami la Fiat al tavolo” e Marchionne “venga, si presenti e dica a noi quello che sta dicendo anche agli altri”, ha detto Epifani a margine di un incontro sindacale.

“Sento parlare di documenti consegnati agli altri ma, siccome hanno conseguenze anche per l‘Italia, sarebbe bene che si facesse rapidamente un incontro. Altrimenti si alimentano sospetti”, ha poi aggiunto.

Ai giornalisti che gli chiedevano notizie sul futuro degli stabilimenti Fiat di Pomigliano e Termini Imerese, Epifani ha risposto che “il nostro problema non sarà solo salvare le due fabbriche di cui si parla, ma anche quello gigantesco sull‘indotto. Non a caso la partita Opel si gioca attorno alle grandi aziende dell‘indotto”.

In precedenza, nel corso del suo intervento alla giornata di studio sul tema della crisi economica indetta dall‘organizzazione sindacale, il segretario della Cgil aveva detto: “L‘operazione Fiat-Chrysler-Gm è un‘operazione al contrario. Nasce dagli Usa: la Fiat è stata intelligente a mettersi dentro. Torino non è il centro, non avrebbe avuto la forza di prendersi neppure uno stabilimento. Se oggi l‘Ad Marchionne può avere chance di prendersi la Opel, non dipende da Fiat o dal governo tedesco ma dipende dal rapporto degli americani con General Motors”.

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