6 maggio 2009 / 17:06 / 9 anni fa

Antitrust, istruttoria su A2A, Acea, Italgas

ROMA (Reuters) - L‘Antitrust ha avviato tre distinte istruttorie nei confronti di Italgas, Acea Distribuzione, A2A Reti Gas e A2A Reti Elettriche e delle rispettive società capogruppo Eni, Acea e A2A, per verificare se tali distributori abbiano abusato della loro posizione dominante nei rispettivi mercati, attraverso comportamenti idonei ad ostacolare la capacità concorrenziale dei nuovi entranti nella vendita di gas ed elettricità a clienti finali domestici e alle piccole imprese.

Lo rende noto un comunicato dell‘Antitrust.

I provvedimenti sono stati notificati oggi nel corso di alcune ispezioni condotte in collaborazione con le unità speciali della Guardia di Finanza.

Le istruttorie sono state avviate alla luce di una serie di segnalazioni inviate dalla società Sorgenia in base alle quali i tre gruppi, attraverso le loro società di distribuzione, avrebbero avuto un “generalizzato atteggiamento ostativo e dilatorio nelle procedure necessarie per consentire il passaggio dei clienti alle società di vendita concorrenti delle proprie controllate operanti nella vendita di gas ed elettricità, ostacolandone così l‘ingresso nei mercati liberalizzati, e indebolendone il posizionamento competitivo e la capacità concorrenziale”.

Ciò avrebbe permesso alle società di vendita dei gruppi integrati nella distribuzione di preservare le quote di mercato storiche nei mercati locali dove operano i distributori del gruppo.

Tali comportamenti, per quanto riguarda Italgas, avrebbero avuto luogo nei comuni dove essa è distributrice di gas (Roma, Venezia, Napoli, Palermo oltre a molti altri comuni italiani), che rappresentano circa il 26% del gas distribuito in Italia.

Per quanto riguarda Acea nel comune di Roma, che da solo rappresenta il 3,6% dell‘elettricità consumata in Italia.

Per quanto riguarda A2A, le condotte contestate avrebbero riguardato la distribuzione di energia elettrica e gas a Milano, Brescia e vari comuni lombardi, nonché la distribuzione di gas in diversi comuni di Abruzzo, Campania e Calabria, che rappresentano complessivamente il 7% circa del gas distribuito in Italia e il 4% circa dei consumi nazionali di energia elettrica.

Secondo l‘Autorità tali condotte, se confermate, avrebbero “l‘effetto di negare o limitare la possibilità, per i clienti finali, di scegliere il proprio fornitore ed ottenere gas e elettricità a prezzi più bassi di quelli regolati, con danno diretto ai consumatori finali, vanificando gli obiettivi dei processi di liberalizzazione avviati”.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano

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