4 maggio 2009 / 15:39 / tra 9 anni

Barilla, salgono ricavi 2008, Singer lascia carica AD

MILANO (Reuters) - Dopo un 2008 chiuso con ricavi in crescita, grazie soprattutto all‘aumento dei prezzi, nell‘inizio del 2009 Barilla vede segnali positivi che lasciano prevedere un anno in linea con i progetti del gruppo.

Archiviato intanto un periodo complesso e particolare nella storia del gruppo alimentare - caratterizzato da un alto debito e dalla controversia con Banco Popolare sorta a seguito dell‘acquisizione nel 2002 della tedesca Kamps e della francese Harry’s - l‘AD di Barilla Holding Robert Singer lascia l‘incarico di amministratore delegato, restando comunque come consigliere nel cda di Barilla G. e R. Fratelli.

“Sono entrato in una situazione complicata”, ha ricordato Singer durante la presentazione dei risultati 2008, sottolineando in particolare tre punti critici: “debito alto, un rapporto difficile con Banco Popolare, il fatto che Kamps si sia rivelata una società complessa da gestire”.

“Abbiamo risolto queste difficoltà, portato l‘azienda a uno stato in cui non serve più che io ci sia”, ha proseguito, evidenziando il focus sulla gestione industriale del gruppo.

Singer non sarà sostituito, ha precisato il presidente Guido Barilla, e Barilla Holding resterà una sorta di “scatola finanziaria”. Tutte le attività operative che fanno capo a Barilla Holding entrano nelle competenze di Massimo Potenza, AD della G. e R. Fratelli.

IN 2008 SALGONO RICAVI E UTILE NETTO, CALA DEBITO

Tornando al 2008, Barilla Holding ha registrato un fatturato in crescita del 6,8% a 4,5 miliardi di euro, un Ebitda sostanzialmente stabile a 444 milioni e un utile netto in aumento a 78 milioni da 73 milioni di un anno prima.

A fronte di volumi in leggero calo, l‘aumento dei prezzi nel 2008 - dettato dal forte rincaro delle materie prime - è stato “fondamentale per la vita dell‘azienda”, ha sottolineato Singer.

Il debito netto consolidato a fine 2008 è sceso a 869 milioni da 1.267 milioni.

“L‘inizio del 2009 è positivo, i primi tre mesi sono stabili e fanno presagire un anno in linea con i nostri progetti”, ha dichiarato Barilla. La cautela è comunque d‘obbligo per i prossimi mesi in attesa di indicazioni dai raccolti del grano, ha aggiunto.

Per quanto riguarda Kamps, i vertici hanno ricordato che la catena è stata messa in vendita ma il gruppo non ha ricevuto offerte soddisfacenti. “Non è un momento buono per vendere, possiamo attendere”.

Buone le prospettive negli Stati Uniti, dove il gruppo punta a raggiungere o anche superare i 500 milioni di dollari di fatturato dai circa 430 milioni dell‘anno scorso.

Quanto a un eventuale sbarco in Cina, “l‘abbiamo osservata come altri mercati ma pensiamo che a oggi la nostra capacità organizzativa e il profilo dei nostri prodotti non siano adeguati per un impegno di questo genere”.

Esclusa l‘ipotesi Borsa perchè “non ne abbiamo bisogno”. L‘azienda non ha necessità di fondi e e gli azionisti sono industriali che vogliono continuare a stare nell‘azienda, ha detto Singer. “Barilla ha bisogno di creare valore su un percorso lungo”.

Il presidente ha comunque precisato che non c’è una “preclusione culturale” nei confronti della borsa, non esclusa a priori per il futuro.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano

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