4 maggio 2009 / 12:08 / 8 anni fa

Opa, Antitrust chiede limiti temporali a nuove norme

ROMA (Reuters) - L‘Antitrust chiede al Parlamento di introdurre limiti temporali alle nuove norme che hanno modificato la disciplina dell‘Opa e aumentato la facoltà per le società quotate di riacquistare azioni proprie fino al 20%.

Lo si legge in una segnalazione inviata dal Garante ai presidenti di Camera e Senato e pubblicata oggi sul sito.

“Le misure correttive di cui alla legge n. 33/09, in quanto suscettibili di ridurre la contendibilità delle società per azioni, anche non quotate, possono trovare giustificazione unicamente nel contesto di eccezionalità determinato dall‘attuale congiuntura economica e nella misura in cui, per conseguenza, ne sia espressamente previsto il carattere temporaneo”, si legge nel bollettino.

Le norme prese di mira dall‘Antitrust sono state introdotte dal governo con i decreti legge anticrisi e di incentivo all‘acquisto di automobili. In particolare, l‘organismo di vigilanza ha messo sotto accusa “l‘aumento della soglia di capitale (dal 3% al 5%) che gli azionisti con una partecipazione superiore al 30% possono acquisire senza essere soggetti all‘obbligo di promuovere un‘offerta pubblica di acquisto totalitaria” e “l‘incremento (dal 10% al 20%) del limite massimo previsto dall‘art. 2357 cc. nei confronti delle società per azioni in materia di acquisto di azioni proprie”.

L‘Autorità spiega che queste nuove norme, “soprattutto se valutate unitamente alle modifiche già apportate alla disciplina dell‘Opa dal decreto legge 185/08 [sulla passivity rule,ndr], nel rafforzare gli strumenti difensivi a disposizione delle società quotate, innalzano sensibilmente il rischio di un congelamento degli assetti di controllo, con possibili impatti negativi sugli incentivi all‘investimento e sul corretto ed efficiente funzionamento dei mercati”.

Di qui la neccessità di “attribuire alle deroghe introdotte un carattere di temporaneità, che ne confermi la natura eccezionale, ancorandone la durata alle specifiche esigenze e necessità dettate dalla crisi finanziaria in atto”.

L‘Antitrust ha anche risposto a una segnalazione formulata dal senatore Luigi Zanda, per il quale le nuove norme, “più che ridurre il rischio di scalate ostili, avrebbero l‘obiettivo di rafforzare gli assetti di controllo di rilevanti imprese del nostro paese, quali ad esempio la holding Mediaset”, controllata dalla famiglia del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

“Le stesse misure non assumono, invece, rilievo ai fini della disciplina sul conflitto di interessi, dovendosi escludere che si tratti di misure solo formalmente destinate alla generalità o ad intere categorie di soggetti e idonee, invece, ad apportare a Mediaset vantaggi specifici e preferenziali nel significato proprio assunto dall‘art. 3 della legge n. 215/04”, aggiunge l‘Antitrust in merito alla denuncia del senatore Luigi Zanda.

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