4 maggio 2009 / 11:58 / 8 anni fa

Ue: non più caduta libera ma ripresa solo da metà 2010

BRUXELLES (Reuters) - L‘economia europea, destinata a contrarsi del 4% quest‘anno, non vedrà una ripresa fino alla seconda metà dell‘anno prossimo, ma non è più “in caduta libera”.

E’ questa la fotografia scattata dalla Commissione europea che oggi ha pubblicato le stime primaverili indicando la “recessione più profonda e diffusa dell‘era post-bellica”, senza tuttavia tralasciare un riferimento ai recenti “segnali positivi” che inducono a vedere sempre più vicino il fondo dell‘attuale ciclo.

Il prossimo anno la ripresa europea dovrebbe limitarsi allo 0,1% mentre a livello globale la crescita dovrebbe raggiungere il 2% secondo Bruxeles.

“Le prospettive restano fosche”, ha spiegato il Commissario Ue agli Affari economici Joaquin Almunia ma, per la prima volta da metà 2007, i recenti segnali positivi “fanno presupporre una stabilizzazione dell‘economia nella seconda parte dell‘anno e un graduale recupero nel 2010”.

“Riceviamo segnali positivi. Abbiamo l‘impressione che il fondo del ciclo sia sempre più vicino”, ha spiegato Almunia, citando anche i dati odierni relativi agli indici Pmi manifatturieri, leggermente superiori alle attese di mercato.

“Non siamo più in caduta libera”, ha affermato, anche se nel complesso “i dati incoraggianti non hanno ancora sufficiente massa critica per farci dire che il peggio è alle spalle”.

Le stime di crescita della Commissione sono state pesantemente riviste al ribasso rispetto alle proiezioni del 19 gennaio scorso, che vedevano una contrazione limitata all‘1,9% per quest‘anno e una crescita dello 0,4% l‘anno venturo.

La disoccupazione, nelle stime della Commissione, raggiungerà l‘11,5% della forza lavoro nel 2010, con un‘inflazione ben al di sotto al target della Banca centrale europea quest‘anno e quello prossimo. Almunia ha tuttavia escluso il rischio di deflazione.

“Spero che questa sia l‘ultima correzione al ribasso o, se volete, spero che la prossima volta valuteremo una revisione al rialzo”, ha detto il Commissario europeo.

Le “ambiziose” misure adottate hanno creato un ‘fondo’ che frenerà il processo di caduta economica ma bisogna “lavorare duro e in maniera coordinata ... per assicurarsi che lo scenario di graduale ripresa nel 2010 prenda corpo”.

“Dobbiamo ripulire i bilanci bancari”, ha esortato Almunia, invitando a rafforzare il patrimonio degli istituti dove necessario e a continuare ad agire sugli attivi tossici.

Rispetto a qualche mese fa, però, lo spazio di manovra degli stati membri si è considerevolmente ridotto e in alcuni stati europei è stato interamente utilizzato, ha ammonito Almunia ricordando l‘atteso significativo peggioramento dei bilanci pubblici atteso a livello europeo.

Sull‘eventuale necessità di ulteriori misure di stimolo, al momento premature, si consulteranno i leader dell‘Unione in giugno, ha detto Almunia.

A livello aggregato il disavanzo di bilancio dei 16 stati dell‘euro lieviterà quest‘anno al 5,3% del Pil dall‘1,9% nel 2008. L‘Irlanda vestirà la maglia nera con un deficit al 12% del Pil.

La disciplina del Patto di Stabilità continuerà a essere applicata, ha assicurato Almunia, preannunciando azioni contro Malta, Polonia, Romania, Lituania e Lettonia, il cui deficit ha superato il limite di Maastricht del 3% del Pil nel 2008.

Almunia ha ribadito l‘adeguatezza, al momento dei termini di fine 2013 e fine 2010 fissati, rispettivamente, per Irlanda e Grecia per riportare il deficit entro il tetto del 3%.

In base alla raccomandazioni adottate dall‘Ecofin in aprile, inoltre, Francia e Spagna hanno fino al 2012 per abbassare il disavanzo entro il limite del 3%. La scadenza per la Gran Bretagna è nell‘anno fiscale 2013-2014.

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