24 aprile 2009 / 17:16 / 9 anni fa

Fiat tratta per Chrysler,su Opel ancora nessuna offerta

TORINO/MILANO (Reuters) - La priorità di Fiat rimane Chrysler ma tiene un occhio di riguardo verso

Opel, controllata GM. Le due operazioni potrebbero anche svilupparsi in sequenza, mentre l‘Unione europea esprime scetticismo e il governo tedesco chiede ai potenziali investitori progetti con forti prospettive.

Fiat in una nota di oggi ha detto di non avere predisposto al momento offerte per quote della tedesca Opel.

“E’ peraltro noto che nell‘attuale contesto competitivo la società - così come gli altri concorrenti - esamina, nel normale andamento della gestione, ogni opportunità delle più varie forme di accordi per ottenere sinergie produttive ed accedere a nuovi mercati”, aggiunge il comunicato.

Dal punto di vista industriale le due operazioni non sono alternative ma rispondono a obiettivi diversi. Potrebbero anche svilupparsi in sequenza, portando il gruppo Fiat in una posizione assolutamente adeguata agli standard necessari a reggere l‘urto della crisi, quei 6 milioni di vetture necessari secondo Marchionne per sopravvivere nel settore.

La priorità di questa fase è la definizione dell‘accordo Chrysler - “la partenza a tambur battente di Marchionne per gli Usa ne è la dimostrazione emblematica”, secondo una fonte del settore - ma Opel rappresenta un‘indubbia opportunità sul piano delle potenziali sinergie e riduzione di costi che nella strategia di Marchionne sono il primo obiettivo della razionalizzazione strutturale del settore auto nel mondo.

PROBLEMA DEBITO EVOCATO DA UE, CON SMENTITA

A monte di tutto questo restano i problemi finanziari, richiamati anche dal commissario Ue all‘Industria Guenter Verheugen che, in una dichiarazione a una radio bavarese (successivamente ammorbidita da un portavoce), si è chiesto “dove questa società altamente indebitata (Fiat) trovi i mezzi per portare avanti allo stesso tempo due operazioni di questo genere (Chrysler e Opel)”.

Immediata la ferma replica di Marchionne, che in questo modo ha esplicitato quanto anche l‘opzione Opel stia a cuore al Lingotto. “E’ la seconda volta nel giro di pochi mesi che il Commissario Verheugen ha espresso opinioni che non sono costruttive per l‘industria dell‘auto, affermando a un certo punto che non tutti i costruttori europei sopravviveranno”.

GOVDERNO TEDESCO DETTA CONDIZIONI

Il governo tedesco chiederà a Fiat e ai potenziali investitori in Opel di formulare progetti con forti prospettive future e condizionerà a questo il suo possibile appoggio all‘ingresso nella controllata di General Motors.

Lo ha detto un portavoce del ministero dell‘Economia,

confermando i contatti con soggetti interessati.

Tra i temi che interessano il ministero dell‘Economia quello della localizzazione dei siti produttivi e dei posti di lavoro, su cui ieri già i sindacati della Repubblica Federale avevano messo un forte accento. Non ci sono scadenze particolari, “i colloqui vanno avanti”, ha detto il portavoce.

Sulla possibilità di un ingresso Fiat nella casa tedesca controllata da GM i sindacati si sono mostrati diffidenti.

In particolare il capo dei metalmeccanici di IG Metall - Armin Schild, che è anche membro del consiglio di sorveglianza Opel - ha detto alla tv tedesca di preferire un altro pretendente, la componentista canadese Magna.

Parlando della antica alleanza Fiat-GM, rotta nel 2005, Armin ha detto “abbiamo un esperienza di lavoro con Fiat, è stata straordinariamente cattiva”. I suoi timori si sono esplicitati soprattutto sul fronte occupazionale: “Mi aspetto che quel che sarà garantito dal contribuente tedesco finirà con l‘essere usato per ridurre la sovracapacità Fiat”.

Più possibilista il premier del Land Nord-Reno Westfalia, Juergen Ruettgers, che auspica progressi su tutte le opzioni disponibili. “E’ sbagliatissimo scartare un‘idea prima del tempo per poi accorgersi che non si fa nessun tipo di progresso”.

CON CHRYSLER RISOLTO PROBLEMA IMPIANTI, RETE USA

La conclusione positiva dell‘accordo con Chrysler risolverebbe per Fiat il problema degli impianti e della rete per i suoi modelli per il Nordamerica, per essere pronta con la sua offerta quando il mercato americano si riprenderà. Nello stesso tempo la mette alle prese con la questione non piccola del risanamento della casa americana, un tema su cui si sono misurati senza successo diversi attori importanti, ultimo in ordine di tempo la tedesca Daimler.

Per molto tempo il gruppo italiano ha vagliato diverse proposte di ritorno negli Usa, nell‘auto con il marchio Alfa Romeo e la gamma di city car e nei commerciali leggeri per Iveco. La crisi economica aveva finora fermato le decisioni e

l‘operazione Chrysler potrebbe essere la risposta adeguata per

una espansione geografica su nuovi mercati.

CON OPEL INTEGRAZIONE PIATTAFORME, NODO POSTI LAVORO

Le ipotesi di integrazione con Opel muoverebbero sui mercati europei in cui le due case sono saldamente insediate, in una logica di integrazione per piattaforme finalizzata alla riduzione dei costi e razionalizzazione del settore.

In una logica che vede le sovrapposizioni di gamma non come ostacoli alle integrazioni ma fonti di sinergie, in particolare nello sviluppo di nuovi prodotti. “Un cambio di prospettiva nelle integrazioni, per piattaforme e segmenti di attività, che più volte Marchionne ha indicato come la strada principale per il consolidamento del settore”, commenta una fonte torinese citando gli ultimi interventi del Ceo Fiat.

Se questa è la direzione, Fiat e Opel si trovano in condizioni privilegiate, derivanti dal lavoro comune nella fase di accordo (poi fallito) tra Fiat e General Motors. Hanno già in comune la piattaforma B (Opel Corsa, Fiat Punto), i due management si conoscono e hanno già lavorato in comune su diversi progetti.

Razionalizzando le sovrapposizioni le riduzioni di costi sarebbero consistenti, ma i costi sociali altrettanto pesanti, avvertono i sindacati che non nascondono i timori per l‘occupazione.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano

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