24 aprile 2009 / 15:00 / 8 anni fa

Fiat, priorità Chrysler ma interessa anche Opel

* priorità rimane accordo con Chrysler

<p>Immagine d'archivio. REUTERS/Arnd Wiegmann (SWITZERLAND TRANSPORT BUSINESS)</p>

* Opel opportunità per sinergie e riduzione di costi

* con Chrylser + Opel raggiungimento massa critica

di Gianni Montani

TORINO (Reuters) - Il gruppo Fiat è al centro dei processi di ristrutturazione, “del consolidamento del settore”, come lo definisce una fonte industriale torinese, reso più urgente dalla flessione di vendite che agita il mondo dell‘automobile.

A pochi giorni dalla deadline per l‘intesa con Chrysler il gruppo italiano è chiamato da più parti in causa per la tedesca Opel che rischia di essere travolta dall‘onda della crisi di General Motors.

La priorità di questa fase è la definizione dell‘accordo Chrysler - “la partenza a tambur battente di Marchionne per gli Usa ne è la dimostrazione emblematica”, secondo una fonte del settore - ma Opel rappresenta un‘indubbia opportunità sul piano delle potenziali sinergie e riduzione di costi che nella strategia di Marchionne sono il primo obiettivo della razionalizzazione strutturale del settore auto nel mondo.

Dal punto di vista industriale le due operazioni non sono alternative ma rispondono a obiettivi diversi. Potrebbero anche svilupparsi in sequenza, portando il gruppo Fiat in una posizione assolutamente adeguata agli standard necessari a reggere l‘urto della crisi, quei 6 milioni di vetture necessari secondo Marchionne per sopravvivere nel settore.

INTESA CON CHRYSLER RISOLVEREBBE PROBLEMA IMPIANTI, RETE USA

La conclusione positiva dell‘accordo con Chrysler risolverebbe per Fiat il problema degli impianti e della rete per i suoi modelli per il Nordamerica, per essere pronta con la sua offerta quando il mercato americano si riprenderà. Nello stesso tempo la mette alle prese con la questione non piccola del risanamento della casa americana, un tema su cui si sono misurati senza successo diversi attori importanti, ultimo in ordine di tempo la tedesca Daimler.

Per molto tempo il gruppo italiano ha vagliato diverse proposte di ritorno negli Usa, nell‘auto con il marchio Alfa Romeo e la gamma di city car e nei commerciali leggeri per Iveco. La crisi economica aveva finora fermato le decisioni e l‘operazione Chrysler potrebbe essere la risposta adeguata per una espansione geografica su nuovi mercati.

CON OPEL INTEGRAZIONE PIATTAFORME, NODO POSTI LAVORO

Le ipotesi di integrazione con Opel muoverebbero esclusivamente sui mercati europei in cui le due case sono saldamente insediate, in una logica di integrazione per piattaforme finalizzata alla riduzione dei costi e razionalizzazione del settore. In una logica che vede le sovrapposizioni di gamma non come ostacoli alle integrazioni ma fonti di sinergie, in particolare nello sviluppo di nuovi prodotti. “Un cambio di prospettiva nelle integrazioni, per piattaforme e segmenti di attività, che più volte Marchionne ha indicato come la strada principale per il consolidamento del settore”, commenta una fonte torinese citando gli ultimi interventi del Ceo Fiat.

Se questa è la direzione, Fiat e Opel si trovano in condizioni privilegiate derivanti dal lavoro comune nella fase di accordo (poi fallito) tra Fiat e General Motors. Hanno già in comune la piattaforma B (Opel Corsa, Fiat Punto), i due management si conoscono e hanno già lavorato in comune su diversi progetti.

Razionalizzando le sovrapposizioni le riduzioni di costi sarebbero consistenti, ma i costi sociali altrettanto pesanti, avvertono i sindacati che non nascondono i timori per l‘occupazione.

PROBLEMA ELEVATO DEBITO EVOCATO DA UE, CON SMENTITA

A monte di tutto questo restano i problemi finanziari, richiamati anche dal commissario Ue all‘Industria Guenter Verheugen che, in una dichiarazione a una radio bavarese (successivamente corretta da un portavoce), si è chiesto “dove questa società altamente indebitata (Fiat) trovi i mezzi per portare avanti allo stesso tempo due operazioni di questo genere (Chrysler e Opel)”.

Immediata la ferma replica di Marchionne, che in questo modo ha esplicitato quanto anche l‘opzione Opel stia a cuore al Lingotto. “E’ la seconda volta nel giro di pochi mesi che il Commissario Verheugen ha espresso opinioni che non sono costruttive per l‘industria dell‘auto, affermando a un certo punto che non tutti i costruttori europei sopravviveranno”.

Ribadendo la focalizzazione su Chrysler, Fiat ha sottolineato ancora ieri nella nota del suo Cda che “l‘intesa non prevede esborso di cassa verso Chrysler nè impegni a finanziarla in futuro”. I vincoli su questo fronte sono piuttosto rigidi per il gruppo italiano e potrebbero essere l‘ostacolo difficile da superare.

Adesso la partita si gioca negli Usa, principalmente tra il Dipartimento del Tesoro e le banche creditrici di Chrysler, perchè gli ostacoli sul fronte sindacale “appaiono sostanzialmente superati”, secondo una fonte con buoni rapporti con le Union nordamericane.

E’ probabile che la trattativa si concluda a ridosso della fine del mese fissata dalla amministrazione Obama, ma col mese di maggio, con Fiat forte anche del successo di immagine da una conclusione positiva, la vicenda Opel è destinata a tornare sul tavolo.

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