20 aprile 2009 / 12:23 / tra 9 anni

Sisma, governo a caccia di fondi, esclude nuove tasse

di Giuseppe Fonte

<p>Un uomo cerca tra le macerie dopo il terremoto all'Aquila. REUTERS/Alessandro Bianchi</p>

ROMA (Reuters) - Entra nel vivo il lavoro per la messa a punto del decreto legge “Abruzzo” che il Consiglio dei ministri dovrà varare venerdì prossimo a L‘Aquila.

Il ministro dell‘Economia Giulio Tremonti è infatti rientrato a Roma per una serie di riunioni sul provvedimento.

Per ora non ci sono dettagli su dimensione e articolazione della manovra che servirà a finanziare la ricostruzione delle zone danneggiate dal sisma del 6 aprile nel quale sono morte 295 persone.

Unica certezza: per raccogliere i fondi il governo ha assicurato che non vuole ricorrere a nuove tasse ma a rimodulazioni di spese già previste in bilancio.

La stessa linea seguita per gli interventi anticrisi assunti negli ultimi mesi. Una strada obbligata, secondo il governo, visti i margini limitati che il debito pubblico lascia all‘Italia.

Al momento si contano 65.000 sfollati di cui 20.000 senza tetto.

Silvio Berlusconi ha detto oggi che le nuove case saranno costruite entro sei mesi.

Ancorché spalmati su più anni, i costi per la ricostruzione si annunciano enormi. Secondo il ministro dell‘Interno, Roberto Maroni, potrebbero servire fino a 12 miliardi, la stessa cifra messa in campo per il sisma che colpì Umbria e Marche nel 1997.

Sia Berlusconi che Tremonti si sono rifiutati finora di fare stime sui costi della ricostruzione ma hanno affermato che non serviranno misure aggiuntive per lo stanziamento dei fondi.

“Dentro il bilancio dello Stato ci sono mezzi per rifinanziare la ricostruzione privata e pubblica”, ha detto ieri Tremonti intervenendo alla trasmissione “In mezz‘ora”.

“Quello che si può spostare dai fondi europei, dai fondi di Palazzo Chigi, dai fondi della Cassa depositi e prestiti e dai fondi degli enti previdenziali basta e avanza per ricostruire nei prossimi anni” l‘Abruzzo, ha spiegato ancora il ministro.

LE OPZIONI: DAL FONDO “LETTA” ALLA CASSA DEPOSITI

Berlusconi ha detto che le risorse per la ricostruzione sono già state individuate e ha fatto riferimento ai 9 miliardi per l‘economia reale e le imprese disponibili presso la presidenza del Consiglio provenienti dal Fondo per le aree sottoutilizzate (Fas) finanziato anche da risorse Ue.

Si tratta di soldi che la presidenza del Consiglio già prima del sisma aveva deciso di togliere dalla competenza dei vari ministeri per gestirne in modo diretto l‘utilizzo.

Secondo indiscrezioni stampa, che però Tremonti ha smentito, dei 9 complessivi potrebbero essere dirottati in Abruzzo fino a 4 miliardi.

Altre risorse potrebbero venire dalla sospensione di opere pubbliche già cantierate. Non quelle più importanti e strategiche per il governo, come il Ponte sullo Stretto, che Berlusconi ha definito “epocale”.

Altre risorse verranno dal patrimonio degli enti previdenziali. L‘Inail, ad esempio, ha detto di aver messo a disposizione circa 1 miliardo di euro.

Il governo farà leva anche sulla Cassa depositi e prestiti, che è pronta a mettere sul piatto un altro miliardo.

“C’è quasi un miliardo di mutui accesi e non tirati. È lì disponibile da subito”, ha detto il presidente della Cdp Franco Bassanini.

DA RUEF POSSIBILE LUCE SU QUADRO DISPONIBILITÀ FINANZIARIE

Il lavoro istruttorio per l‘individuazione dei fondi dovrà tenere conto delle compatibilità di bilancio.

Non a caso il Tesoro, oltre a lavorare sul decreto Abruzzo, sta ultimando la stesura della Relazione unificata sull‘economia e la finanza pubblica (Ruef), con la quale saranno aggiornate stime di crescita, deficit e debito pubblico.

La Relazione “sarà pubblicata in settimana”, si è limitato a dire oggi il Ragioniere generale dello Stato, Mario Canzio, interpellato dai cronisti.

Le ultime stime del governo per il 2009, che risalgono a inizio febbraio, danno il deficit al 3,7% del Prodotto interno lordo e il debito al 110,5%, a fronte di un Pil indicato in calo del 2%. Previsioni che saranno probabilmente riviste in peggio dato l‘ulteriore deterioramento della congiuntura economica.

Secondo Bankitalia, infatti, per il primo trimestre dell‘anno si prefigura “un pronunciato calo dell‘attività economica”, analogo al -1,9% del Pil visto tra ottobre e dicembre.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano

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