19 aprile 2009 / 13:47 / tra 9 anni

G8 Agricoltura, ministri cercano modi per frenare protezionismo

di Jeremy Smith

<p>G8 Agricoltura, ministri cercano modi per frenare protezionismo. REUTERS/Grant Neuenburg</p>

CISON DI VALMARINO, Treviso (Reuters) - I ministri dell‘Agricoltura dei Paesi più industrializzati del mondo hanno sollecitato oggi l‘eliminazione di forme di protezionismo nell‘agricoltura.

Al primo vertice dei ministri dell‘Agricoltura dei Paesi del G8 e del G5, la discussione si è concentrata sui provvedimenti per migliorare la sicurezza alimentare e per aumentare la produzione. Ma si è parlato anche di protezionismo alimentare, una pratica messa in atto sia dai Paesi ricchi che da quelli poveri sotto forma di dazi e di divieti alle esportazioni.

Le organizzazioni internazionali come il World Food Programme hanno sollecitato auto-regolamentazioni nel ridurre le esportazioni, criticando i divieti all‘export imposti da Paesi colpiti dall‘aumento dei prezzi e dicendo che questo fenomeno impedisce che il cibo giunga ai più bisognosi nel mondo.

Mentre i Paesi ricchi sono impegnati a proteggere i propri mercati -- per esempio la Russia, il maggior importatore di pollame proveniente dagli Usa, punta a diventare autosufficiente nel giro di due anni per il pollame e la carne di maiale -- molti Paesi poveri hanno reagito alle impennate dei prezzi degli alimentari nel 2008 con divieti nelle esportazioni su alcuni cibi come riso e grano.

Al vertice di Cison di Valmarino hanno preso parte i ministri degli otto Paesi più industrializzati del mondo ma anche i ministri di Brasile, Cina, India, Sud Africa, Messico, Argentina, Australia ed Egitto.

Una voce controcorrente giunge dal ministro dell‘Agricoltura Luca Zaia, che ha detto che non esiterà a imporre dei dazi se il settore agricolo italiano dovesse essere minacciato.

“Se si decidesse in questo momento che il mondo non ha più dazi, gran parte dell‘agricoltura europea, soprattutto quella della vecchia Europa sparirebbe, perché non riusciamo ad essere competitivi con la carne, il latte, i cereali, i fiori”, ha spiegato Zaia nel corso di una conferenza stampa.

“Si parla e si parlerà di Doha Round. Ma se Doha Round, e questa è la mia posizione personale, significa togliere i dazi e affamare i nostri agricoltori….Beh, non siamo qui a celebrare i funerali della agricoltura italiana”, ha aggiunto.

Secondo quanto riferito da funzionari e delegati, il documento finale sarà vago e si concentrerà sulla necessità di aumentare lo sviluppo degli aiuti, individuare vie per aumentare la produzione di cibo, soprattutto nel Terzo mondo, e distribuirlo a un prezzo equo per i consumatori locali.

-- ha collaborato Svetlana Kovalyova

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